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WhatsApp e Direct Marketing: ottimo ma… Case Hystory!


WhatsApp, la famosissima ed estremamente diffusa App per il messaging diretto!

Ultimamente prevale sempre di più l’idea di utilizzare questa App per azioni di direct marketing: la sua diffusione, la sua immediatezza e l’essere gratuita attirano sempre di più!

Ma, a parte i limiti del sistema che realmente piazzano le azioni esclusivamente (non che sia poco) alla fidelizzazione della clientela acquisita, bisogna anche essere cauti nell’utilizzo.

Di seguito vi segnalo un Case History accadutomi proprio ieri sera.

whatsapp

Ieri sera, notasi anche l’ora tarda 23:30 circa, comincia ad arrivvare sul mio smartphone una tempesta di avvisi su WhatsApp…

Incuriosito, ma forse più scocciato per i continui “din” scopro, con sorpresa ed amarezza, quello che stava accadendo:

Il presidente di un’azienda che gestisce un business in franchising discretamente avviato, ovviamente non farò nomi di persone e/o brand, ha avuto la geniale idea di creare un gruppo, nominandolo “K” (chissàperchè poi…) inserendo dentro oltre 100 contatti dalla sua rubrica… si è scatenato l’inferno!

Messaggi di risposta estremamente alterati, insulti, cancellazioni dal gruppo, richieste di spiegazioni, ecc. Qualcuno è poi riuscito a identificare l’azienda… AHI AHI AHI!!!

Stamattina poi un commerciale mi contatta scusandosi e dicendo di non saperne nulla: il presidente infatti aveva caricato la rubrica, era uscito dal gruppo nominando il commerciale amministratore del gruppo “K”… genialata!

MORALE: un boomerang incredibile! Professionisti a vario titolo e nominativi di potenziali affiliati al loro franchising erano, e sono, incazzati, hanno parlato male del brand (e continueranno a farlo).

In un attimo hanno perso credibilità personale e aziendale!

Come se non bastasse WhatsApp, e questo è un grossisimo limite, permette in automatico la visualizzazione dei numeri di cellulare dei membri presenti nei gruppi… anche se tra loro non si conoscono: quindi una diffusione non autorizzata di dati di contatto!

Volete utilizzare WhatsApp per le vostre campagne di direct marketing e fidelizzazione?

Fatelo! E’ una buona/ottima soluzione… ma fatelo con intelligenza e accortezza!

 
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Pubblicato da su 3 marzo 2015 in Direct Marketing, Fidelizzazione, Guerrilla Marketing, Marketing, Marketing Virale, Social Network, Startup

 

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NON sei online…NON ESISTI!


Oggi, nella verifica periodica che eseguiamo nei territori target programmati, è riemerso un dato a dir poco sconcertante:
Il 99% delle attività presenti sui territori (siano esse commerciali, professionali e no profit) è privo di un sito web o un blog

Del restante 1% :

  • uno 0,5% si barcamena tra siti/blog free, non professionali, per nulla indicizzati (quindi non trovabili)

  • uno 0,5% si è invece affidato a professionisti e agenzie per, quantomeno, realizzare qualcosa di valido e rintracciabile

NON sei online...NON esisti

Di contro molte delle stesse realtà sono presenti sui social network principali (Facebook in testa) ma, ahimè, con la classica gestione sconsiderata di miscelare un profilo “privato” con un tentativo maldestro di profilo professionale.

Questo cosa comporta?

Oggi, ogni giorno di più, la presenza online è fondamentale!
Esserci (in modo consono) e farsi trovare è la strada da seguire per

  • Acquisire nuovi clienti

  • Aumentare i Fatturati

… anche se il bacino d’utenza al quale si fa riferimento è estremamente localizzato e ridotto.

Tutte le recenti statistiche dimostrano che un cliente (nuovo ma anche già attivo) prima di fare un acquisto, prima di contattare, prima di tutto verifica e fa ricerche specifiche online!

A questo punto se ti cercano, tanto in modo generico tipo “abbigliamento a …” o in modo preciso (nome, cognome, brand, ecc.) e non ti trovano (o ti trovano ma era meglio non trovarti), allora hai sicuramente raggiunto un risultato: HAI PERSO!

E tu, quindi, hai un sito web? Hai un blog? Hai un profilo social dedicato alla tua realtà?

 
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Pubblicato da su 7 maggio 2014 in Direct Marketing, Fidelizzazione, Marketing, Marketing Territoriale, Social Network, Startup

 

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Fare Marketing non significa fare promozioni!


Qualsiasi azienda a prescindere dalle dimensioni e dall’ambito operativo (vale anche per il no profit e per gli enti pubblici) per ottimizzare i propri risultati e raggiungere i propri obiettivi ha necessità di fare Marketing.

Ma questo non significa fare promozioni ed offerte, o meglio non solo!

Le basi che si dovrebbero attuare sono quelle che permettono di stilare un Piano Marketing Strategico, sinteticamente corredato di

–         Analisi di mercato

–         Analisi dell’azienda

–         Strategie a breve-medio-lungo termine

–         Pianificazione operativa

 

Marketing

Ora, per il momento, sorvoliamo sui tecnicismi ma, genericamente, possiamo sintetizzare come

ANALISI DI MERCATO

Ogni realtà opera su uno o più mercati di riferimento. Siano essi settori/segmenti di merci/servizi, mercati geolocalizzati o internazionali, ecc.

La conoscenza del mercato su cui si opera è fondamentale; conoscerne il trend, conoscere i propri competitors diretti, capire quali sono gli spazi utili, capire quali sono i margini previsionali di crescita e sviluppo, le minacce e le opportunità, ecc.

Tutto questo è possibile realizzarlo tramite vari metodi di raccolta dati ed analizzarli tramite semplici ( o anche molto articolate) matrici funzionali.

ANALISI DELL’AZIENDA

Dobbiamo conoscere il mercato ma dobbiamo ancor di più conoscere l’azienda.

Avere ben chiara la mission, gli obiettivi, le forze e le debolezze dei servizi/prodotti, le caratteristiche interne, ecc.ecc. permette di poter inserire l’azienda e gli obiettivi all’interno del mercato di riferimento, posizionarla, valutare il potenziale della stessa, valutarla in rapporto con i competitors, ecc.ecc.

STRATEGIE

Dai dati derivati dalle analisi è possibile strutturare le dovute strategie (da non confondere con le tattiche). Le strategie indicheranno le strade per raggiungere gli obiettivi aziendali nel breve-medio e lungo periodo (normalmente, nelle aziende già strutturate e consolidate sul mercato la pianificazione si svolge su un arco temporale di 5 anni).

PIANIFICAZIONE OPERATIVA

Dal realizzo del Piano Strategico sarà possibile strutturare il Piano Operativo, ovvero la pianificazione ed il realizzo “fisico” di tutte le attività operative, dell’uso degli strumenti, ecc. che consentiranno realmente di raggiungere i risultati aziendali pianificati e programmati.

In questa fase operativa si realizzano le campagne promozionali e pubblicitarie: farle senza una precedente pianificazione significa “sparare ne mucchio ed incrociare le dita”.

Sembra tanto, tantissimo… ed in effetti lo è.

Molte di queste attività potrebbero comunque essere realizzate con un po’ di applicazione (molta) studio ed umiltà anche dalle piccole e medie imprese.

Ma se non si ha tempo, voglia, conoscenza è preferibile affidarle ad agenzie e/o professionisti capaci di realizzarle. I costi variano moltissimo, a seconda dell’azienda da “monitorare”, ma mai soldi saranno stati meglio investiti!

E voi?

Fate Marketing o fate Promozioni (e basta)?

 
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Pubblicato da su 3 febbraio 2014 in Direct Marketing, Fidelity Card, Marketing, Marketing Territoriale, Marketing Virale, News, sms marketing, Social Network, Startup

 

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Distinguersi per aumentare i guadagni


Che posizione ha la tua azienda nella

classifica personale di ogni tuo cliente?

A molti potrebbe sembrare una domanda strana ma fermatevi a riflettere e pensate…

Ognuno di noi per ogni cosa crea la sua classifica personale:

  • il mio giornale
  • la mia agenzia di fiducia
  • il mio negozio d’abbigliamento
  • la mia salumeria
  • il mio sito
  • i miei biscotti
  • il mio canale televisivo
  • la mia palestra

ecc, ecc…si potrebbe continuare all’infinito!

Ognuna delle cose che preferiamo ha una posizione di privilegio rispetto a tutte le altre simili nella stessa categoria…ma noi, per qualsiasi possa essere la motivazione, preferiamo quella!

distinguersi

Bene…

adesso fate un piccolo TEST a voi stessi:

Scegliete una tipologia (quella che vi viene in mente andrà bene)…adesso d’istinto dite/pensate chi o cosa è in cima alla vostra classifica personale in quella tipologia…e adesso, definita la prima posizione, elencate velocemente dalla seconda alla decima posizione!

…Difficilmente riuscirete ad arrivare alla settima a meno di pensarci su un po’!

Questo accade non perché non avete conoscenza delle altre che sarebbero in elenco ma perché per la vostra mente le altre è come se non esistessero…

la prima ha fatto il suo dovere: vi ha preso, colpito e fidelizzato…le altre sempre meno fino a scomparire fintanto che non le rivedrete e vi porrete attenzione!

Chiaro adesso perchè è importantissimo fidelizzare la clientela curando tutti gli aspetti?

Se la tua azienda non è al primo posto per i clienti hai molto da lavorare quanto meno per arrivare anche solo tra la seconda e la quinta posizione utile!

Ti invito a questa lettura per saperne di più www.dmsmarketing.it/e-book.html

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2013 in E-Book, Fidelizzazione, Marketing, Marketing Territoriale, Social Network

 

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Grazie, sono un coglione!


Grazie, sono un coglione!

…comincia così una mail appena arrivata sul mio account e devo dire che è una di quelle mail che quando arrivano rendono tutti gli sforzi ed i sacrifici più gradevoli, una di quelle che ti danno carica e confermano che la strada che segui è quella giusta.

Questa mail mi è stata inviata da un cliente…uno di quelli che man mano diventa anche un amico…uno di quelli che ti fanno sudare sette camice.

Quando andai a trovarlo per la prima volta per presentarmi e chiedere un appuntamento ci mancò poco che mi mandasse fuori a calci… (in effetti un pochino “burbero” )…diceva che non gli interessava perché tanto non ne aveva bisogno e tanto nella sua zona non funzionava nulla!…questo accadeva quasi un anno or sono…prima della vera crisi!

Poi, passati alcuni mesi, capitò di incontrarsi presso un negozio dirimpettaio (che era già diventato mio cliente)…ovviamente non si ricordava di me (e io ovviamente evitai di farglielo ricordare)…si scambiarono quattro chiacchere e finì li.

Arrivò la crisi e, tramite la conoscenza in comune, mi chiamò per chiedere se davvero potevo aiutarlo come stavo facendo con il mio cliente…fissammo l’appuntamento…parlammo e sviscerò i suoi pensieri più reconditi: non faceva e non credeva più a forme di pubblicità (marketing?) e comunicazione varia…le aveva provate tutte ma sempre con risultati modesti o nulli a fronte degli impegni, economici e non, necessari per portare a termine qualcosa.

Quindi mi chiese qualcosa di economico, facile e rapido nei risultati…(bacchetta magica?)…allora restò sorpreso e deluso perché gli proposi l’sms marketing…l’aveva già fatto!

Pochissimi risultati, costi e fatica ad inviare tantissimi sms!

Bene…la mia proposta lo lasciò di stucco!

La proposta fu la seguente: “pianifichiamo tre mesi di attività tramite sms ai tuoi clienti! Io sostengo i costi, mi occupo di prepararti i testi, di inviarli, di aggiornarti il data base, di pianificarti tutto.

Tu dovrai solo rendicontare quante vendite farai direttamente dai clienti che arriveranno tramite gli sms. Se alla fine del periodo i risultati saranno insoddisfacenti e sotto le aspettative medie non mi dovrai nulla…se invece i risultati saranno positivi mi pagherai quanto dovuto più un caffè!”

La sua risposta fu, ovviamente, positiva…mal che andasse non avrebbe speso un centesimo e non avrebbe perso tempo!

Concordammo una soglia di redemption alta : 35% (per i non addetti significa che su 100 sms inviati 35 torneranno per acquistare e sfruttare l’offerta!)

Iniziò il periodo concordato durante il quale ci sentivamo con una cadenza di due occasioni a settimana…ma non chiedevo mai risultati…

Finiti i tre mesi fissammo un incontro per verificare i dati e discutere sul da farsi…sorpresa: si fece trovare al banco del suo negozio già con il blocchetto degli assegni pronto…la prima frase che mi disse fu: quanto ti devo?

Analizzammo i dati: la redemption media risultò essere del 43%…strepitosa!

Il suo volume di vendite si era alzato notevolmente a prescindere dalla crisi… nuovi e vecchi clienti che avevano saputo avevano chiesto di poter lasciare i propri recapiti per essere informati per tempo delle offerte e delle promo…e lui era stupito!

Non si spiegava perché quando lo provò lui non ebbe mai risultati che nemmeno si avvicinassero a quanto ottenuto…gli spiegai il tutto svelandogli cosa fare e cosa non fare…quali erano stati i suoi errori…tutto questo dopo il caffè che mi doveva… e prima che staccasse l’assegno!… e anche qui restò di stucco perché la cifra che aveva ipotizzato era molto più alta di quanto invece fosse…e in più la scaricava dalle tasse al 100%…quindi aveva guadagnato a costo zero!

Vorrei riceverne ogni giorno di mail di questo tipo o sentire altri colleghi che riportassero queste gratificazioni con più frequenza…pian pianino molti, ma non tutti, capiranno!

Ovviamente vi aspetto su www.dmsmarketing.it

 
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Pubblicato da su 20 maggio 2013 in Direct Marketing, Marketing, News, sms marketing, Social Network, Startup

 

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Analizziamo la comunicazione delle politiche 2013


Perché il paese-Italia si trova in questa situazione di stallo dopo le recenti elezioni?

I diversi partiti/coalizioni, i diversi leader e anche gli elettori (storici e non) hanno fatto delle scelte ed applicato delle strategie che affrontavano, ed affrontano, in modo molto diverso la reale situazione.

Tralasciamo volutamente l’analisi di chi ha vinto o perso, così come tralasciamo e mettiamo da parte le ideologie personali: cerchiamo di analizzare la situazione e la comunicazione effettuata dai vari soggetti per arrivare a questo stallo.

La situazione

Il paese e la popolazione arriva a quest’appuntamento elettorale palesemente sdegnato dalla politica e da molti politici per tutte le vicessidudini accorse; a questo si aggiunge una notevole crisi economica di livello mondiale che ha portato in fase recessiva il paese con tutte le conseguenze drammaticamente note.

Come hanno affrontato la campagna elettorale i partiti?

Con quale argomentazioni? E con quale comunicativa?

Il PD

La strategia, che si è rilevata scadente, è stata quella di dare tutto per scontato (la vittoria) senza ascoltare le necessità del popolo italiano che chiedeva rinnovamento della classe politica e soprattutto programmi concreti per venir fuori dalla crisi. A questo si è aggiunta la solita scelta errata che da anni si porta avanti ovvero nascondere i confronti sugli argomenti riempendo spazi attaccando il principale leader oppositore con argomenti personali.

La comunicazione è quindi stata molto inefficace: gli elettori convinti e storici del PD li avrebbero avuti sempre e comunque; gli scontenti invece, quelli che chiedevano “rottamazione” li hanno persi un po’ per strada. Ma soprattutto hanno perso l’occasione di convincere una buona fetta dell’elettorato moderato non proponendo nessun tipo di argomento reale ma solo concetti scontati: tutti sanno e sapevano concettualmente quali gli argomenti da toccare ma l’interesse era sapere come e cosa fare negli intenti. Questo è mancato e sommato alla mancanza di carisma e capacità comunicativa dei/del leader ha portato a questo risultato.

A questo và sommato anche l’azione spregiativa che molti militanti hanno portato avanti su vari canali (tanto online che offline) con il risultato di far riemergere l’orgoglio d’appartenenza nei soggetti vicini al PDL e il riattaccamento verso il leader costantemente insultato.

Il PDL

La strategia del PDL si è rivelata vincente grazie al leader che ha saputo canalizzare (e prendersi questa responsabilità) l’attenzione su se stesso. Consapevolmente e da grande comunicatore ha capito cosa il suo elettorato avrebbe voluto sentirsi dire; ha capito che non bisognava essere demagogici ma fornire idee e cercare di consolidarle con dei dati (che poi fossero situazioni effettivamente concrete e realizzabili non è in questa sede che andrà discusso!); ha saputo movimentare a suo favore i vari accanimenti contro la sua persona e influenzare in modo diretto la campagna elettorale dei vari leader facendo sempre per primo le mosse, costringendo gli altri a seguire.

L’elettorato PDL, come tradizione, ha saputo ascoltare e monitorare tutto quello che vi era intorno; buona parte degli indecisi ha mantenuto poi la propria “fede” non avendo ricevuto alternative concrete dalle altre fazioni e sono stati riaffezionati al leader grazie alle campagne degrinatorie messe in atto tanto dal sistema che da parte dell’elettorato opposto.

Movimento 5 Stelle

Il “nuovo” partito guidato da Grillo è stata semplicemente la conferma e non la novità.

Chi da attento osservatore della società abbia precluso le proprie ideologie a favore di analisi obiettiva si era già da tempo reso conto che ci sarebbe stato questo risultato.

Il programma pubblico del Movimento non è certamente entusiasmante ma realmente del programma se ne sempre parlato molto poco.

Grillo ha saputo “convogliare” l’attenzione e i voti di tutte le persone “arrabbiate e deluse” toccando corde vive e scoperte, non candendo in alcune trappole ma anzi trascinando dentro gli altri. Certo molti dei voti “per Grillo” sono di protesta e proprio questo dovrebbe far riflettere.

Adesso la scelta comunicativa attuata da Grillo rischia però di essere ad una svolta negativa, fortemente negativa: adesso che è finita la fase propagandistica, adesso che il “partito” è dentro le camere non ci si può più nascondere. Adesso gli elettori incazzati vogliono risultati, vogliono essere aggiornati e vogliono conoscere. Se la scelta resterà quella di farsi da parte per far decidere gli altri e poi poter dire “avete visto? Colpa loro!”, se la scelta sarà quella di non far apparire sui media e far rilasciare interviste ai parlamentari, limitandosi ad “informare” solo i seguaci allora il voto di protesta e di cambiamento donato da questa fetta d’Italia a Grillo si sgonfierà in pochissimo tempo.

Monti, UDC e FLI

L’ex premier tecnico ci ha provato ma aveva dalla sua troppe negatività dovute ai risultati immediati del suo governo ma anche e soprattutto la scelta di affiancarsi a vecchie politiche e vecchi personaggi politici non più graditi. Queste scelte hanno portato a un risultato sicuramente negativo. La comunicazione è stata scarsamente curata ma ancor di più è stata scarsamente curata la coordinazione. La scelta di mirare ad elettori centristi distaccati, di cercare di attrarre diverse fasce di elettori in modo approssimativo ha fatto il resto. Impossibile apparentarsi con la sinistra considerando l’alleanza con FLI; impossibile con il centro destra (tanto per FLI che per la campagna ad indirizzo unicamente degrinatoria verso Berlusconi portata avanti dall’UDC); a questo l’incostanza di scelte da parte di Monti.

A conti fatti quindi hanno “vinto” (parola grossa in questo caso) PDL e Grillo: non perché le loro proposte siano state coinvolgenti o perché dotati di enorme credibilità;

No, solo perché hanno messo in campo il saper comunicare, il saper dire alla gente quello che voleva sentirsi dire; facendo due scelte diverse: il PDL senza cadere nel trappolone della critica e degli insulti; Grillo colpendo invece i modo totalmente trasversale chiunque (anche i piccoli leader) e battendo più sull’insoddisfazione che sulla programmazione.

NOTA: non saranno pubblicati post politici e/o offensivi.

Qui si parla solo di comunicazione e marketing!

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2013 in Direct Marketing, Marketing, Marketing Territoriale, News, Social Network

 

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Recenzione E-Book: LOCAL MARKETING


In questo interessantissimo E-Book troverete le migliori soluzioni a basso costo per promuovere un’azienda localmente… direttamente sul territorio di riferimento.

  • Come gestire il cliente

  • Come strutturare il messaggio per il target di riferimento

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    Davvero un ottimo testo!

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1 Commento

Pubblicato da su 16 settembre 2012 in E-Book, Marketing, News

 

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