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Il Marketing su Facebook? Non funziona…


 

In molti cercano di fare Marketing su Facebook utilizzando varie strategie più o meno utili e condivisibili, dal “fai da te” all’uso della pubblicità a pagamento, alle classiche FanPage utilizzate ed aggiornate più o meno bene!

Ma la domanda è: fare Marketing su Facebook conviene?…quali le vostre impressioni?

Riporto di seguito un interessantissimo articolo di Riccardo Scandellari dal suo blog www.skande.com, al quale vanno come sempre i nostri complimenti ed i ringraziamenti per la qualità delle informazioni che rende pubbliche.

Marketing: Facebook non funziona

Questo lo spiega Juan Macias nel suo blog, dando dieci motivi per cui il principale social network non funziona e non è utile come un modello di business.

1. Non siamo qui per acquistare. Le persone usano Facebook per parlare con gli amici, leggere cose interessanti, guardare foto di vacanze, pettegolezzi… ma non per comprare. Infatti, due relazioni Webtrends e WordStream e indicano che la media di Facebook CTR è dello 0,05%, rispetto allo 0,4% di Google.

2. Interfaccia. La progettazione del layout di Facebook cambia spesso e non vi è alcuna coerenza o un modello che si mantiene nel tempo, a differenza di Apple, che ha sempre avuto una progettazione dell’interfaccia coerente e non ha messo in crisi gli utenti meno esperti.

3. Usabilità Pessima. L’uso di Facebook non è semplice o intuitiva, ma è complessa e ha una curva di apprendimento.

4. Nemica della conversione. Prendete tutti i libri sulla usabilità e leggete le raccomandazioni, capirete che l’interfaccia di Facebook non è “convertita”, non serve per attirare l’attenzione. Un esempio su tutti: Facebook ha donato generosamente alle pagine una testata grande capace di attirare l’attenzione, solo che se la clicchiamo otteniamo solo di poterla commentare.

5. Non funziona sul cellulare. Fin dalla sua nascita, Facebook si è tenuta lontano dal mobile advertising, soprattutto, perché non sapeva o capiva come tradurre il proprio sistema di pubblicità per iPhone e Android. Inoltre, la maggior parte delle richieste sono effettuate in formato Flash, in modo da presentare ulteriori problemi operativi. Se volete sapere cosa ne pensano gli utenti della app di Facebook andate a leggere i commenti sull’app Store di Apple.

6. Scarsa qualità della ricerca. Inserendo una chiave è grado di offrire centinaia di risultati, senza distinguere se si tratta di pagine, applicazioni o utenti non c’è nessuna “Call to Action” e nemmeno una presentazione chiara se questa voce contiene informazioni inerenti alla ricerca.

7. Le aziende non capiscono Facebook. Le agenzie impongono di creare una pagina aziendale e aiutarla a farla crescere nei fan, nella maggior parte dei casi pagando banner. Ma nessuno ha detto loro che di quei milioni di utenti potenziali la loro pagina di Facebook non la vede nessuno.

8. La pubblicità è ignorata. E’ un fatto è che gli annunci su Facebook sono completamente ignorati dal pubblico. Inoltre, la segmentazione del pubblico è piuttosto malandata, la visualizzazione degli annunci hanno spesso poco o nulla a che fare con voi o con le vostre ricerche.

9. Manca un pulsante ACQUISTA. Questo è un dato di fatto: la mancanza di invito all’azione, la mancanza di creare una persuasione per l’utente. L’unica opzione è invitare l’utente a installare un’applicazione, con decine di autorizzazioni che l’interessato deve concedere, tra cui la possibilità di pubblicare sotto il suo nome (follia!). C’è bisogno di qualcosa di più semplice, più veloce e più utile, semplice come un pulsante ‘COMPRA!‘.

10. Pubblicità costosa. La pubblicità su Facebook è costosa, ha un impatto minimo e lo sforzo richiesto è piuttosto elevato. Salvo casi particolari, non sono molte le storie di successo e di un ROI ragionevole da Facebook.

Il Re è nudo, Facebook deve darsi una bella svegliata, oppure tutti gli utenti che ha saputo ottenere in questi anni saranno inutili e qualcun altro riuscirà a scavalcarlo nei ricavi pubblicitari, dopo la quotazione disastrosa in borsa, ora lo sfruttamento della piattaforma ai fini di raccolta pubblicitaria e la vera linfa vitale per potersi sostenere e avere in mezzi per investire e innovarsi.

Per l’articolo originale clicca qui

Quali sono le vostre impressioni e le vostre esperienze in merito?

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Pubblicato da su 21 agosto 2012 in Marketing, News, Social Network, Startup

 

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SEO, le 11 regole per non farsi castigare nel link building


Altro utilissimo articolo scritto da Riccardo Scandellari su www.skande.com

 

La generazione di collegamenti o “link building” è uno degli assi portanti di qualsiasi strategia SEO.
Da quando l’aggiornamento dell’algoritmo denominato “penguin” ha fatto il suo debutto il 24 aprile scorso, questa pratica è diventata pericolosa, se fatta cercando di ingannare Google e capace di “rovinare” chi intraprende programmi di ottimizzazione dei motori di ricerca. Per aiutare gli operatori del settore a camminare su un terreno solido nelle sabbie mobili della SEO, Single Grain si è lanciata nel non facile compito di scrivere delle regole su come non rimanere fregati nelle SERP del celebre motore di ricerca.

 

Ecco le11 leggi, non scritte, della generazione dei link:

1. Pubblicare contenuti di qualità:
la qualità del contenuto è un importantissimo “magnete” per ottenere i link in ingresso. Fare dei post sul blog aziendale che induca la più grande quantità possibile di siti e blog a linkarlo per l’altissima qualità di quanto è stato comunicato. (questo ad esempio funziona molto bene con le infografiche o notizie in esclusiva o reportage e studi, purtroppo fare questo genere pratica richiede un grande dispendio di ore di lavoro)

2. Non acquisire link troppo velocemente:
la velocità nel ricevere link viene monitorato dagli algoritmi dei motori di ricerca, e se è troppo alta, verrete penalizzati.

3. Non acquistare link:
i link che vengono acquistati con il solo scopo di battere la concorrenza nei motori di ricerca sono penalizzati. (soprattutto perché chi vende i link ne vende anche ad altri, con il rischio di far sospettare Google)

4. Non ricevere link da “quartieri malfamati”:
Li ha chiamati così Matt Cutts e sono i siti che Google giudica molto male.
Google penalizza la generazione di link a siti per adulti, portali che ignorano le regole di SEO e pagine che nulla hanno a che fare con il business della società solo allo scopo di generare link.

5. Generare link continuamente:
la generazione di link è un esercizio lento ma inesorabile, evitare scatti improvvisi e improvvise cadute nella generazione di link.

6. Generare link che vanno oltre la Home Page:
i link che puntano sempre e solo la Home Page sono “sospetti” dal punto di vista SEO.

7. Creare varietà nei link in ingresso:
Google ha recentemente “deindexed” le grandi reti blog private che, alcuni webmaster, avevano appositamente costruito per una intensa strategia di link building. Evitare di avere link solo da una catena di siti aggregati sotto un unico marchio o associazione di blogger e farsi linkare anche da blog o siti minori e slegati. (l’ideale è farsi fare un post su di un blog autorevole dello stesso settore del sito da promuovere, ecco perché prevedo per il futuro, finalmente, che i blogger riusciranno a guadagnare qualcosa per il loro paziente lavoro)

8. Variare il testo di ancoraggio:
la generazione di link sarà più naturale dal punto di vista dei motori di ricerca, evitare di farsi linkare sempre per le stesse parole chiave.

9. Ignora il “PageRank”:
la maggior parte degli esperti SEO è d’accordo con l’inattendibilità della barra di misurazione del “PageRank” di Google. (ho molti dubbi su questa affermazione, secondo me Google vuole che non ci si badi molto, ma la sua importanza è indubbia. Proprio come scrive Rudy Bandiera in questo post)

10. Fare l’analisi competitiva per trovare fonti alternative per la generazione di link:
per questo tipo di analisi ci sono strumenti utili come Open Site Explorer o Majestic SEO.

11. Misura l’impatto delle attività di link building:
è inutile sviluppare una strategia elaborata di generazione di link senza misurare l’efficacia nel tempo per determinare l’impatto che i backlinks hanno sortito sulla classifica SERP e nella generazione di traffico.

Queste sono solo valutazioni di chi ha scritto l’articolo e mie, nessuno sa che cosa ci sia dietro all’algoritmo di Google Penguin, la cosa che sappiamo di certo e che da ora i contenuti e i siti che li ospitano devono avere un VERO seguito per la QUALITA’ che riescono ad esprimere, un sito solo di comunicati stampa non avrà mai seguito e i suoi link in uscita non serviranno più ad un piffero.

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2012 in Marketing, News, Startup

 

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6 consigli per attirare lettori verso il tuo blog


6 consigli per attirare lettori verso il tuo blog.

L’articolo che segue è un guest post di Giuseppe Barbera autore e su Giubadesign. In questo post, Giuseppe ci illustrerà 6 consigli per attirare lettori e verso il proprio . Buona lettura!

I post nei blog,sono uno dei motivi con il quale potete aumentare il verso il vostro sito, ma spesso scrivere un buon post non basta, e bisogna seguire qualche piccolo accorgimento : capire per chi state scrivendo, e applicare alcune tecniche di e .

In quest’ articolo voglio darvi qualche piccolo consiglio, per poter aumentare il traffico al vostro sito, grazie ai vostri post.

Sappiamo molto bene, che ogni giorno ci sono milioni di ricerche sui motori di ricerca, bisogna analizzare molto bene qual’è la vostra nicchia, e cercare di dominarla, perchè arrivare nella prima pagina di ricerca sicuramente vi farà guadagnare un bel traffico.

Basta alle ciance, ora qualcosa di concreto che sicuramente vi tornerà utile!

Utilizzo di Google Webmaster Tools

Utilizzando gli strumenti per i webmaster di google, potremo inviare la sitemap del nostro blog per i crawler dei motori di ricerca, e questo vi aiuterà ad indicizzare il vostro blog in maniera più rapida e completa.
Questi strumenti ci permettono di avere informazioni alquanto dettagliate sulle prestazioni del sito, possiamo analizzare con attenzione le visite, come veniamo trovati, etc etc…. in questo modo potremo adottare delle misure per aumentare la visibilità.

Bisogna scegliere per chi stiamo scrivendo e utilizzare dei titoli avvincenti

Potremo scrivere articoli mirati per un pubblico da noi scelto, e bisogna incuriosire il lettore con dei titoli avvincenti,originale, a volte anche controversi.

 Backlinks, Aumentare tramite messaggi Blog Guest

Scrivere post per altri blog, è uno dei modi migliore per ottenere backlinks di qualità per il proprio sito, soprattutto da quando è stato lanciato Panda da parte di google.
Con il Guest blogging non solo guadagniamo visibilità, ma tramite i backlinks ne guadagniamo anche in immagine per i motori di ricerca

 Immagini, immagini , immagini

Utilizzare immagini,non solo perchè piacciono ai lettori e rendono i post piu gradevoli, ma sono una manna anche per i motori di ricerca.
Ah mi raccomando bisogna sfruttare (il tag alt=””) sulle immagini utilizzandole come link, al posto di quelli testuali.

 Velocità

Bisogna che le vostre pagine, siano leggere e si carichino velocemente, quindi le immagini bisogna ridimensionarle per mantenerle leggere nel caricamento

 Last But Not Least : Essere se stessi

Nel mondo del web ci sono milioni di blog, milioni di post ogni giorno, e l’unico modo per distinguersi dagli altri è essere se stessi.
Usando la propria voce, sarete sicuri di essere originali, utilizzate il vostro linguaggio comune in questo modo crearete un atmosfera più colloquilale con i vostri lettori!

Facciamo un piccolo riassunto :

Utilizzo Google Webmaster tool
Definire per chi stiamo scrivendo
Backlinks tramite Guest blog
Utilizzare le Immagini
Velocità
Essere se stessi

Spero che questi consigli vi possano tornare utili, se avete qualche appunto o qualche domanda non esitate a scriverlo nei commenti!

Cheers Giubadesign

Fonte :  MichelePapaleo.it

 
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Pubblicato da su 2 maggio 2012 in Direct Marketing, Marketing, News, Social Network, Startup

 

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Google si prepara al lancio del Projet Glass : La Realtà Aumentata tramite occhiali


Projet Glass

Per adesso è ancora un progetto pilota, in fase di sperimentazione ed affinamento.

Tramite dei semplici occhiali sarà possibile, in modo molto più comodo e pratico, far tutto quello che oggi facciamo tramite tablet e smartphone : interagire con i luoghi nei quali ci troviamo (foto, mappe, condivisioni, localizzare i nostri contatti nei dintorni), ma anche conversare, avere notizie in tempo reale, ecc.

E’ già stato pubblicato un video, molto simpatico e ben fatto, che ci illustra il potenziale di questo sistema e della Realtà Aumentata in genere.

 

 

Il lancio ufficiale è previsto nel 2013.

 
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Pubblicato da su 26 aprile 2012 in Marketing, News

 

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Monitorare la reputazione online: scopri cosa dice di te il web con alcuni semplici strumenti


Cosa dicono gli altri di te? Ti piacerebbe sapere cosa si dicono quando esci dalla porta i due responsabili acquisti dell’azienda dalla quale sei appena andato a presentare i tuoi servizi? E no, non puoi mettere delle cimici sotto la loro scrivania. E’ illegale.
Hai solo una possibilità: che uno faccia il tuo gioco e venga a raccontartelo.
Su web la gente parla (i mercati sono discussioni!) e capita a molte aziende e brand di essere citate in un dialogo online. Soprattutto da quando i social network hanno abituato la gente a scrivere qualsiasi cosa online.
Il bello dl web è che tutto ciò che viene scritto è rintracciabile (ricorda che comunque tutto ciò che scrivi potrà essere usato contro di te…) e quindi diventa relativamente semplice sapere se qualcuno sta parlando di te da qualche parte del mondo.
Non non devi metterti a sfogliare migliaia di siti tentando di pescare una pagliuzza in un oceano. Ci sono strumenti che possono agevolarti nel farlo. Alcuno gratuiti, altri a pagamento. Con funzionalità distinte. Dipende da cosa cerchi.
Ma per un marchio che si presenta al pubblico il monitoraggio della propria reputazione online è un imperativo. Utile anche se sei nel b2b, ma un obbligo per il b2c.
Sperando di riuscire a far parlare di te. Ma per questo ci sono le agenzie di comunicazione 🙂
Ecco una serie di applicazioni online che ti possono aiutare (elenco preso dal blog di Bullas)

Applicazioni gratuite

1. Google Alert

Google Alert è la roccia stabile nel mondo del monitoraggio a  volte un po’ annacquato. Si possono facilmente utilizzare parole chiave che sono importanti per il vostro marchio e ricevere relazioni in streaming o in batch …. Io lo uso regolarmente per scoprire gli ultimi clamori su un argomento o una marca.
Vai a Google Alert

2. Technorati

Si faceva chiamare “il principale motore di ricerca di blog”: Technorati ha aiutato blogger e quelli con le dita sul polso del blog per rimanere informati per anni.
Vai a Technorati

3. Jodange

Monitoraggio del marchio o un prodotto è una cosa, ma che il tracciamento si trasformi in misura della fiducia dei consumatori del vostro marchio o del prodotto è qualcosa di completamente diverso. Per questo, Jodange possiede TOM (Top of Mind), che tiene traccia della fiducia dei consumatori del vostro marchio o del prodotto nella rete.
Vai a Jodange

4. Trendrr

Volete sapere come il vostro marchio o il prodotto è in trend rispetto ad altri? Trendrr utilizza grafici di confronto per mostrare le relazioni e scoprire le tendenze in tempo reale. Utilizzare l’account gratuito, o aumentarlo a livello Enterprise per ulteriori funzionalità.
Vai a Trendrr

5. Lexicon

Quali sono le persone parlando su Facebook? Lexicon cerca pareti Facebook per parole chiave e fornisce un’istantanea del volume di chiacchiere intorno a quei termini.
Vai a Lexicon

6. Monitter

Tutti stanno parlando di Twitter, ma quali sono le persone che parlano su Twitter? Al di là della ricerca integrata di applicazioni Twitter, come Twhirl e TweetDeck, Monitter fornisce in tempo reale il monitoraggio della Twittersphere.
Vai a Monitter

7. Tweetburner

Nel mondo di Twitter, accorciamento URL è l’Obi-Wan (è la tua unica speranza) per il collegamento in modo efficace con il pubblico. Tweetburner permette anche di monitorare i click su questi link accorciati magicamente, dando alcuni numeri importanti.
Vai a Tweetburner

8. Twendz negozio di pubbliche relazioni

Waggener Edstrom ha recentemente lanciato il suo strumento di monitoraggio su Twitter, Twendz. Le strumento piggybacks esterno Twitter Search per monitorare e fornire il sentimento degli utenti in tempo reale Twitterstream-70 tweets alla volta.
Vai a Twendz

Applicazioni a pagamento

9. TruCast

TruCast di Visible Technologies fornisce approfondimenti, basati su parole chiave monitoraggio del Web sociale, con un’enfasi sui blog e forum. Le sue applicazioni dashboard forniscono rappresentazioni visive del sentimento e le tendenze per i marchi online.
Vai a TruCast

10. Radian6

Radian6 estrae le informazioni dal Web sociale, analizza e fornisce valutazioni sulla fiducia dei consumatori per il tuo marchio
Vai a Radian6

11. Cision

Quando Radian 6 è stato accoppiato con Cisionpoint da Cision, dashboard Radian 6 è in grado di fornire una grande quantità di informazioni
Vai a Cision

12. Techrigy

SM2 di Techrigy è un social-media di monitoraggio e soluzione di analisi per la PR e la gente di marketing. Con un focus sulla un’analisi completa e il confronto, l’esperienza SM2 attinge le informazioni da tutti i principali canali di social-media.
Vai a Techrigy

13. Collective Intellect

CI è una piattaforma intelligente in tempo reale, basata su un’ intelligenza artificiale avanzata. La sua soluzione fornisce la categorizzazione automatica delle conversazioni basate sulla tecnologia proprietaria di filtraggio della CI. Secondo CI, le sue tecnologie forniscono gruppi credibili e riducono il “rumore” visto in altre ricerche basate su parole chiave.
Vai a Collective Intellect

Ascoltare e dare un senso di come il vostro marchio vive sul web è solo una parte dell’equazione. Come utilizzare queste informazioni per interagire con il pubblico è il passo successivo.

[fonte elenco applicazioni online: http://www.jeffbullas.com/2009/09/06/13-ways-to-monitor-conversations-about-your-brand-on-social-media-do-you-know-what-is-being-said-about-your-company-online/%5D

 

Fonte : giovannifracasso.it

 

 
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Pubblicato da su 23 aprile 2012 in Marketing, News, Social Network, Startup

 

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