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Brand e Social Network: i rischi della “non conoscenza”


Vi racconto un fatto, piccolo nella sua realtà e nella risonanza, accaduto pochi giorni fa su Facebook ma utile per comprendere come il Brand di un’azienda possa essere preso di mira da “attacchi” più o meno forti e giustificati e come i “mini-brand” delle piccole e medie realtà locali possano subire l’influenza negativa della “non conoscenza” e del fai-da-te.

Tutto parte da un negozietto in provincia di Catania con un profilo su Facebook gestito dalla titolare del negozio.

Abbigliamento per bambini-adolescenti, leggermente in multibrand, negozio discretamente posizionato sul mercato locale di riferimento, mediamente attivo in termini di marketing e comunicazione più che altro con le classiche azioni in fai-da-te, ovvero non correttamente pianificate ed inserite in una strategia consolidata.

multibrand

Il “profilo” posta uno sfogo-attacco contro un’azienda, o meglio contro un Brand aziendale, italiano di carattere internazionale che oltre ad avere i propri punti vendita e la rete in franchising effettua anche forniture a rivenditori…tra questi anche il “profilo”.

Giù critiche anche aspre ma poco giustificate, o meglio non vengono forniti i dettagli del caso nemmeno ad utenti che chiedevano spiegazioni, (infatti alcuni/e dopo un paio di post rinunciano a continuare e chiudono bruscamente il dialogo intrapreso).

Il Brand ufficiale non ha risposto anche perché, malgrado sia stato fatto esplicito riferimento, non vi sono stati tag o “condivisioni dedicate”,(furbata o codardia???) … probabilmente è passato inosservato alla gestione…

Ora vien da ragionare su :

queste azioni portano danno all’immagine del Brand ma anche, ed in questo caso soprattutto, all’immagine del “mini-brand” del negozio autore?

Direi proprio di si…

con la differenza che un Brand affermato, soprattutto se ben gestito a livello dei Social, è in grado di rispondere con molta autorevolezza alle accuse banali riportate nell’esempio (ovviamente con le dovute eccezioni…non dimentichiamo i vari Suicidi-Social-Brand registrati di recente)…

Ma il “mini-brand” è in grado di difendersi? Molto difficile, ma ancor di più azioni di questo tipo, lo dimostrano i commenti/dialoghi che ha ricevuto il post in questione hanno creato realmente più un danno all’autore che all’accusato…

E questo deriva sempre e solo dalla scarsa conoscenza e scarsa attenzione da parte di molti piccoli e medi imprenditori/aziende che annaspano nel fai-da-te dimenticando (o ignorando) che per quanto sia ristretto il loro mercato di riferimento è sempre un mercato con regole comuni e oltre questo, proprio per la ristrettezza dello stesso, è soggetto facilmente ad essere “minato” da azioni indelicate.

La dimostrazione stà nel fatto che  il Brand non è venuto a conoscenza dell’attacco…

mentre gli utenti, che siano clienti, fornitori o potenziali del “mini-brand” hanno saputo, hanno visto ed hanno giudicato!

Cautela, informazione, conoscenza e corretta pianificazione…

anche sui Social!

Riprendendo un vecchio articolo: Marketing fai-da-te? AHI AHI AHI

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Commenti disabilitati su Brand e Social Network: i rischi della “non conoscenza”

Pubblicato da su 9 gennaio 2014 in Direct Marketing, Fidelizzazione, Marketing, Marketing Territoriale, Social Network

 

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Pubblicità & Marketing fai da te?…Ahi Ahi Ahi!


 

Pubblicità & Marketing fai da te?…Ahi Ahi Ahi!

Errori ed Orrori delle PMI (e non solo)

 

 

Oggi più che mai, sarà la vera o presunta crisi, molte PMI stringono sui costi gestionali tagliando (sbagliando enormemente) le quote destinate alla Comunicazione ed al Marketing.

Non tutte per carità…le pochissime già virtuose, che capiscono l’importanza strategica (oggi più di ieri) che questi due segmenti hanno nella sopravvivenza, nel mantenimento e nella crescita aziendale, mantengono o addirittura incrementano il badget dedicato…ma sono diamanti unici!

Purtroppo la stragrande maggioranza si ostina ciecamente a mantenere le proprie cattive abitudini…ovvero : la pubblicità? Il Marketing? Non servono a nulla…sono solo per le grandissime aziende…non ho soldi per permettermelo…e perché mai?Tanto c’è il passaparola!…soldi buttati…faccio tutto io, non ho bisogno di nessuno…e via così!

 

Risultati = 0

 

…già..è proprio questa mentalità virulenta che porta oggi moltissime aziende a chiudere e fallire, altrettante a stentare a sopravvivere, pochissime a mantenersi sui propri livelli standard di sempre ma senza alcun incremento percentuale rispetto ai precedenti periodi.

Per carità…ognuno sceglie il proprio destino…ma sarebbe meno desolante che certe scelte fossero fatte con reale cognizione di causa e non additando le più banali ed insensate scuse…salvo poi lamentarsi dei cattivi affari dovuti alla crisi, ai clienti, ecc.ecc.

 

Prendete un quartiere, una via, insomma un qualsiasi luogo di vostra conoscenza! Pensate alle attività che sono localizzate in quel luogo! Poi cercate sul web, sulle Pagine gialle o bianche, giornali, tabelloni pubblicitari, radio e tv locali, servizi per telefonia mobile e quant’altro! E adesso ditemi : quante di queste aziende sono presenti in uno o più di questi canali di comunicazione?….

 

..sei sicuro che ti conoscono?

 

Pochissime….e normalmente sono quelle poche che tendono a sfruttare quasi tutti i canali…del resto (la moltitudine) quando và bene si riesce a trovare un piccolo annuncio o un volantino datato ed ingiallito!

 

Il pensiero comune di questi “fantasmi” è : non ho bisogno di nulla tanto mi conoscono, sanno che esisto, quando la gente passa vede la mia attività….sbagliato!!!

Anche se avessero centinaia di clienti attivi non significa che sono conosciute e/o visibili…inoltre i primissimi ai quali và ricordata la propria esistenza sono quelli che sono già i propri clienti..(ricordarsi sempre che il costo di mantenimento e fidelizzazione di un cliente acquisito è sempre infinitesimale rapportato ai costi per l’acquisizione di un nuovo cliente).

A questo aggiungiamo la concorrenza lavorando su due realtà :

 

1. settori conosciuti,praticati e con molta concorrenza.

2. settori di nicchia o nuovi con poca o rara concorrenza.

 

Nel primo caso risulta a dir poco fondamentale in prima battuta dimostrare di esistere…come? Rendendosi visibili (possibilmente con azioni giuste)…a questo aggiungiamo il fondamentale “distinguersi”….se tutti si pubblicizzassero (più o meno correttamente) il mercato sarebbe piatto; allora bisogna anche emergere dal mucchio distinguendosi per quelli che sono i punti forti di un’attività (ma questi bisogna prima possederli, poi individuarli e successivamente portarli a conoscenza dei clienti e potenziali tali).

 

Nel secondo caso : se il settore nel quale si muove una ditta è considerato di “nicchia” vuoi per la poca diffusione del settore specifico, vuoi perché sono prodotti dedicati a pochissimi, vuoi perché è un settore totalmente nuovo…ancor di più bisogna rendersi visibili ma ancor di più bisogna farlo con gli strumenti idonei per arrivare così ai clienti o potenziali tali che sono o potrebbero essere interessati a quei determinati argomenti! Tenendo ben presente che un settore di “nicchia” ha una utenza di “nicchia” e quindi bisogna sapere molto bene dove e come rendersi visibili…se spari nel mucchio per renderti visibili a gente che non stà nel mucchio allora si che c’è da preoccuparsi.

 

E’ già da questi principi basilari, i quali dovrebbero essere già incastonati nella mente di questi imprenditori, che bisogna trarre lo spunto di partenza … affidandosi a professionisti in grado di poter analizzare e guidare l’azienda ad ottenere risultati tangibili, aumenti di fatturato, posizionamento di brand, crescita e sviluppo.

 

E invece il massimo che si ottiene è : certo che faccio pubblicità! (termini sconosciuti Comunicazione e Marketing)…come? …semplicemente facendo sporadicamente dei volantini (pochi perché costano e non danno nessun risultato) e mandando in onda una volta l’anno per un paio di settimane degli spot dalla radio locale…così tanto per ricordare che esistiamo!( tanto non funziona)

 

...Tanto non serve! Mi conoscono...Risultato?

 

 

Ma con modi simili di agire e pensare davvero si pensa di poter migliorare la propria realtà, poter crescere, poter guadagnare di più?….per molti (troppi) purtroppo è così (salvo poi lamentarsi che le cose non vanno bene a causa della crisi, dei clienti,ecc.ecc.).

 

Io posso solo dare un suggerimento a questi “fantasmi” : uscite dalla vostra istantanea mentale, dalle vostre banali scuse a tutti i costi! Affidatevi a dei professionisti seri, investite costantemente una parte di capitale in Comunicazione e Marketing (uscendo del generico termine “pubblicità”), abbiate voglia di crescere e guadagnare…magari cominciate a piccoli passi ma cominciate!.

…o quanto meno…poi non lamentatevi e siate UOMINI!

 

Quest’articolo l’ho sottotitolato “Errori ed Orrori delle PMI (e non solo)”…a volte non ci sono neanche questi per il semplice motivo che non si vedono…sono “fantasmi”.

 

D.M.S.

 
3 commenti

Pubblicato da su 18 febbraio 2012 in Marketing

 

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