RSS

Archivi tag: Facebook

Brand e Social Network: i rischi della “non conoscenza”


Vi racconto un fatto, piccolo nella sua realtà e nella risonanza, accaduto pochi giorni fa su Facebook ma utile per comprendere come il Brand di un’azienda possa essere preso di mira da “attacchi” più o meno forti e giustificati e come i “mini-brand” delle piccole e medie realtà locali possano subire l’influenza negativa della “non conoscenza” e del fai-da-te.

Tutto parte da un negozietto in provincia di Catania con un profilo su Facebook gestito dalla titolare del negozio.

Abbigliamento per bambini-adolescenti, leggermente in multibrand, negozio discretamente posizionato sul mercato locale di riferimento, mediamente attivo in termini di marketing e comunicazione più che altro con le classiche azioni in fai-da-te, ovvero non correttamente pianificate ed inserite in una strategia consolidata.

multibrand

Il “profilo” posta uno sfogo-attacco contro un’azienda, o meglio contro un Brand aziendale, italiano di carattere internazionale che oltre ad avere i propri punti vendita e la rete in franchising effettua anche forniture a rivenditori…tra questi anche il “profilo”.

Giù critiche anche aspre ma poco giustificate, o meglio non vengono forniti i dettagli del caso nemmeno ad utenti che chiedevano spiegazioni, (infatti alcuni/e dopo un paio di post rinunciano a continuare e chiudono bruscamente il dialogo intrapreso).

Il Brand ufficiale non ha risposto anche perché, malgrado sia stato fatto esplicito riferimento, non vi sono stati tag o “condivisioni dedicate”,(furbata o codardia???) … probabilmente è passato inosservato alla gestione…

Ora vien da ragionare su :

queste azioni portano danno all’immagine del Brand ma anche, ed in questo caso soprattutto, all’immagine del “mini-brand” del negozio autore?

Direi proprio di si…

con la differenza che un Brand affermato, soprattutto se ben gestito a livello dei Social, è in grado di rispondere con molta autorevolezza alle accuse banali riportate nell’esempio (ovviamente con le dovute eccezioni…non dimentichiamo i vari Suicidi-Social-Brand registrati di recente)…

Ma il “mini-brand” è in grado di difendersi? Molto difficile, ma ancor di più azioni di questo tipo, lo dimostrano i commenti/dialoghi che ha ricevuto il post in questione hanno creato realmente più un danno all’autore che all’accusato…

E questo deriva sempre e solo dalla scarsa conoscenza e scarsa attenzione da parte di molti piccoli e medi imprenditori/aziende che annaspano nel fai-da-te dimenticando (o ignorando) che per quanto sia ristretto il loro mercato di riferimento è sempre un mercato con regole comuni e oltre questo, proprio per la ristrettezza dello stesso, è soggetto facilmente ad essere “minato” da azioni indelicate.

La dimostrazione stà nel fatto che  il Brand non è venuto a conoscenza dell’attacco…

mentre gli utenti, che siano clienti, fornitori o potenziali del “mini-brand” hanno saputo, hanno visto ed hanno giudicato!

Cautela, informazione, conoscenza e corretta pianificazione…

anche sui Social!

Riprendendo un vecchio articolo: Marketing fai-da-te? AHI AHI AHI

 
Commenti disabilitati su Brand e Social Network: i rischi della “non conoscenza”

Pubblicato da su 9 gennaio 2014 in Direct Marketing, Fidelizzazione, Marketing, Marketing Territoriale, Social Network

 

Tag: , , , , , , , ,

Il Gioco al MASSACRO degli esercenti!


Tempo di crisi…tempo in cui tutte le realtà aziendali stringono i denti per ridurre le perdite ed alcune anche per scongiurare la chiusura.

Proprio in periodo di crisi gli esercenti dovrebbero agire con oculatezza nel fare scelte commerciali e strategiche mirate quanto meno a mantenere i fatturati standard ma anche ad aprire nuove occasioni che possano, se non subito, ampliare ed amplificare gli incassi finito il periodo buio.

Ma la realtà è diffusamente un’altra: la maggioranza degli esercenti (che spesso denotano di non essere imprenditori per vocazione!) non investe neanche le minime cifre ed energie in azioni migliorative, non attua politiche di fidelizzazione e comunicazione…ma cosa ancor più grave si lascia trascinare al Gioco del MASSACRO…ovvero ritiene che l’unica strada per “mantenere” mercato e fatturato (minimo) sia quella di abbattere i prezzi (spesso facendo promo su promo, sconti su sconti, ecc.)…e magari solo perché “gli altri lo fanno” o perché vedono fare questo alle grosse catene in franchising presso i grossi centri commerciali.

Tralasciamo le motivazioni delle catene in franchising nei centri commerciali…queste esulano da molte delle motivazioni “generiche” essendo inserite in contesti particolari ed essendo gestite in modo totalmente diverso da quanto potrebbero fare le semplici imprese piccole o medie che siano!

 

Gli esercenti “locali” dovrebbero ragionare in modo molto diverso e valutare ancor prima di “seguire” gli altri se quella strategia ha senso!

  • Ovvero: fare sconti su sconti….combattere il competitor con le sua stesse armi…a cosa potrebbe portare? Si avrà realmente un aumento di fatturato? E quanti “pezzi” bisognerebbe vendere affinché il fatturato sia mantenuto considerando il ribasso applicato?

E togliendo questo un’altra domanda dovrebbe essere: e questa operazione a quali conseguenze future mi porterà finita la crisi o se la crisi dovesse continuare?

…potrei continuare ancora a lungo!

Tante le domande che bisognerebbe porsi prima di “seguire” gli altri.

La storia insegna che esistono moltissimi casi che dimostrano come alcune aziende sono riuscite proprio nei periodi di crisi a crescere ed esplodere (in senso positivo) proprio per non aver seguito i competitor. Come?

Semplice…non modificando e non svendendo i loro prodotti ma facendo Comunicazione e Fidelizzazione.

  • Comunicando ai loro clienti ed ai potenziali tali che i loro prodotti hanno un vantaggio, un plus…fornendo spiegazioni dettagliate, pubblicizzando in modo corretto, investendo tempo e capitali in marketing e strumenti di comunicazione efficaci.
  • Fidelizzando la propria clientela con azioni specifiche, migliorando i propri spazi espositivi, facendo sentire i clienti “Parte Attiva” di una realtà.

 

In una parola

DIFFERENZIANDOSI!!!

 

L’unico segreto è questo: ogni realtà aziendale è unica ed insostituibile; possiede sempre una caratteristica che la differenzierà dalle altre ma sta all’esercente farla conoscere e darle il valore aggiunto.

E se non si ha l’obiettività o le competenze per farlo bisogna investire in consulenze e strumenti per fare emergere queste differenze…il fai-da-te porta al Gioco al MASSACRO…i professionisti ti aiutano ad emergere.

 

Tu sei “omologato” e segui a testa bassa

o vuoi fare la DIFFERENZA?

 

Tag: , , , , , , , , , , , , , , ,

Il Marketing su Facebook? Non funziona…


 

In molti cercano di fare Marketing su Facebook utilizzando varie strategie più o meno utili e condivisibili, dal “fai da te” all’uso della pubblicità a pagamento, alle classiche FanPage utilizzate ed aggiornate più o meno bene!

Ma la domanda è: fare Marketing su Facebook conviene?…quali le vostre impressioni?

Riporto di seguito un interessantissimo articolo di Riccardo Scandellari dal suo blog www.skande.com, al quale vanno come sempre i nostri complimenti ed i ringraziamenti per la qualità delle informazioni che rende pubbliche.

Marketing: Facebook non funziona

Questo lo spiega Juan Macias nel suo blog, dando dieci motivi per cui il principale social network non funziona e non è utile come un modello di business.

1. Non siamo qui per acquistare. Le persone usano Facebook per parlare con gli amici, leggere cose interessanti, guardare foto di vacanze, pettegolezzi… ma non per comprare. Infatti, due relazioni Webtrends e WordStream e indicano che la media di Facebook CTR è dello 0,05%, rispetto allo 0,4% di Google.

2. Interfaccia. La progettazione del layout di Facebook cambia spesso e non vi è alcuna coerenza o un modello che si mantiene nel tempo, a differenza di Apple, che ha sempre avuto una progettazione dell’interfaccia coerente e non ha messo in crisi gli utenti meno esperti.

3. Usabilità Pessima. L’uso di Facebook non è semplice o intuitiva, ma è complessa e ha una curva di apprendimento.

4. Nemica della conversione. Prendete tutti i libri sulla usabilità e leggete le raccomandazioni, capirete che l’interfaccia di Facebook non è “convertita”, non serve per attirare l’attenzione. Un esempio su tutti: Facebook ha donato generosamente alle pagine una testata grande capace di attirare l’attenzione, solo che se la clicchiamo otteniamo solo di poterla commentare.

5. Non funziona sul cellulare. Fin dalla sua nascita, Facebook si è tenuta lontano dal mobile advertising, soprattutto, perché non sapeva o capiva come tradurre il proprio sistema di pubblicità per iPhone e Android. Inoltre, la maggior parte delle richieste sono effettuate in formato Flash, in modo da presentare ulteriori problemi operativi. Se volete sapere cosa ne pensano gli utenti della app di Facebook andate a leggere i commenti sull’app Store di Apple.

6. Scarsa qualità della ricerca. Inserendo una chiave è grado di offrire centinaia di risultati, senza distinguere se si tratta di pagine, applicazioni o utenti non c’è nessuna “Call to Action” e nemmeno una presentazione chiara se questa voce contiene informazioni inerenti alla ricerca.

7. Le aziende non capiscono Facebook. Le agenzie impongono di creare una pagina aziendale e aiutarla a farla crescere nei fan, nella maggior parte dei casi pagando banner. Ma nessuno ha detto loro che di quei milioni di utenti potenziali la loro pagina di Facebook non la vede nessuno.

8. La pubblicità è ignorata. E’ un fatto è che gli annunci su Facebook sono completamente ignorati dal pubblico. Inoltre, la segmentazione del pubblico è piuttosto malandata, la visualizzazione degli annunci hanno spesso poco o nulla a che fare con voi o con le vostre ricerche.

9. Manca un pulsante ACQUISTA. Questo è un dato di fatto: la mancanza di invito all’azione, la mancanza di creare una persuasione per l’utente. L’unica opzione è invitare l’utente a installare un’applicazione, con decine di autorizzazioni che l’interessato deve concedere, tra cui la possibilità di pubblicare sotto il suo nome (follia!). C’è bisogno di qualcosa di più semplice, più veloce e più utile, semplice come un pulsante ‘COMPRA!‘.

10. Pubblicità costosa. La pubblicità su Facebook è costosa, ha un impatto minimo e lo sforzo richiesto è piuttosto elevato. Salvo casi particolari, non sono molte le storie di successo e di un ROI ragionevole da Facebook.

Il Re è nudo, Facebook deve darsi una bella svegliata, oppure tutti gli utenti che ha saputo ottenere in questi anni saranno inutili e qualcun altro riuscirà a scavalcarlo nei ricavi pubblicitari, dopo la quotazione disastrosa in borsa, ora lo sfruttamento della piattaforma ai fini di raccolta pubblicitaria e la vera linfa vitale per potersi sostenere e avere in mezzi per investire e innovarsi.

Per l’articolo originale clicca qui

Quali sono le vostre impressioni e le vostre esperienze in merito?

 
1 Commento

Pubblicato da su 21 agosto 2012 in Marketing, News, Social Network, Startup

 

Tag: , , , , , ,

Campagne 2012 in QR-Code


Ecco una piccola rassegna di alcune delle migliori campagne pubblicitarie in QR-Code nel 2012.

 

In Korea la Emart ha realizzato una campagna in QR-Code per aumentare le vendite  durante l’ora di pranzo. Nello specifico una campagna mirata sulla fascia oraria dalle 12:00 alle 13:00 con un QR-Code generato tramite le ombre che si generano in quella specifica fascia oraria.

 

 

AMERICANINO, brand d’abbigliamento ha creato un pop-up “ipnotizzante” che invitava i giovani a spogliarsi in pubblico. Chi lo ha fatto ha ricevuto in regalo degli abiti dello stesso brand.

 

 

AXE – mai desiderato avere degli “spioncini” per sbirciare nei bagni delle ragazze? In diversi locali del PortoRico, discoteche, pub, ecc. sono stati piazzati degli “spioncini” virtuali nei bagni degli uomini con i quali, tramite QR-Code, si accedeva a video piccanti realizzati nei bagli femminili…il tutto poi con clip condivise su Facebook.
I risultati di “Peep” sono stati spettacolari.

 

 
2 commenti

Pubblicato da su 24 luglio 2012 in Marketing Virale, News, QR-Code, Social Network

 

Tag: , , , , , , , , , , ,

RTL102.5 e Golden Point: quando i social media sono un gioco


Si esatto, un gioco. E’ questo l’errore che molte aziende e ”professionisti” fanno: considerano i un gioco. Come Risiko: più fan/followers ho e più sono ”potente”. Ma non è così. I non sono un gioco, e se fossero un gioco bisogna saper giocare, non come ha fatto il community manager di 102.5.

 

RTL e la pubblicità di Golden Point: una cattiva gestione di un momento di crisi

Giorno 18 giugno 2012 sulla fan page di RTL viene pubblicato il seguente messaggio (sicuramente dietro compenso):

RTL 102.5 dedica questo post a tutti gli appassionati di shopping online!
Andate qui https://www.facebook.com/goldenpointonline/app_275070649256841 e cliccate su “Mi Piace”. Diventate fan di @Goldendpoint e, per i vostri acquisti online, le spese di spedizione saranno gratuite. Riceverete, inoltre, moltissime offerte dedicate solo ai fan di Facebook.

Dopo pochi minuti un utente commenta, chiedendo se era proprio l’azienda che qualche mese fa, spostando i propri stabilimenti in Serbia, ha licenziato circa 300 operai.

La risposta di RTL? Nessuna, se non l’eliminazione del commento dell’utente e il divieto di accesso alla pagina. Così si scatena il tam tam sulla rete: gli utenti che chiedono spiegazioni su Facebook tramite i commenti aumentano e, la risposta sembra non cambiare: vengono censurati e bannati dalla pagina.

Su Twitter vengono inviati diversi messaggi al profilo ufficiale di RTL ma nessuna risposta. L’errore è evidente agli occhi di tutti. In puro spirito anti-social, il community manager di RTL invece di favorire la discussione sulla sua pagina, ha deciso di censurare tutto.

Non si sa se sia per motivazioni commerciali e pubblicitarie o per altro, sta di fatto che, ancora oggi, dopo circa 24h dal primo post, RTL continua a censurare i vari commenti che trattano questo ”caldo argomento” della Golden Point.

Il tutto si è trasformato in una grave ”perdita” per l’immagine della Radio italiana: basta fare una veloce ricerca sul web con la keywords ”RTL” e vedere quanti risultati portano articoli e post sull’accaduto, un grave danno per la radio.

Ma quindi cosa bisognava fare?

Bisognava interagire con i propri utenti. Se RTL non voleva ”criticare” il suo cliente poteva benissimo uscirsene con una frase del tipo ”siamo al corrente di quanto è accaduto ai dipendenti di Golden Point, ma non vogliamo commentare a riguardo”.

Sicuramente avrebbero fatto una figura migliore di quella che stanno facendo ora. Su un articolo di Nonconvenzionale vi è una gallery con i vari screenshot sui commenti degli utenti.

Cosa ne pensi? Sarà colpa del solito stagista oppure no?

 

Link originale :  MichelePapaleo.it


 
1 Commento

Pubblicato da su 19 giugno 2012 in Marketing, News, Social Network, Startup

 

Tag: , , , , , , , , ,

Come Fare E-Commerce su Facebook


Fonte : ecommercesufacebook.com

Il commercio elettronico tramite facebook secondo stime attendibili dovrenne raggiungere i 30 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni.

Il più noto social network al mondo infatti non è solo un luogo dove passare il tempo per “farsi i fatti degli altri”, ma è diventato anche un market place fenomenale per lo sviluppo della tua attività commerciale.

Ma vendere su facebook non significa solo creare una pagina e ricercare il “Mi Piace”:

Infatti come condiviso da Janice Diner , socio fondatore della Horizon Studios, società di consulenza social media week Meshwest conferencethis a Vancouver, BC, ci sono ben 7 modi per fare e-commerce su facebook che compongono l’” F-Commerce “

F-Commerce

fcommerce ecosphere Come fare e commerce su Facebook

 

Vendere all’interno di Facebook.com

 

F-stores

la prima transazione all’interno di Facebook è avvenuta nel 2009.

Da allora molte azienda hanno creato il proprio e-commerce , o semplicemente inserito le schede dei propri prodotti su Facebook, sia per indirizzare il navigatore sul proprio sito per concludere la transazione oppure (cosa consigliata) concludere l’acquisto direttamente all’interno di facebook.

1800flowers facebook Come fare e commerce su Facebook


 

Come si crea un e-commerce su Facebook?

Per creare un e-commerce su Facebook per prima cosa devi creare una pagina FAN.

Dopodichè puoi installare una delle tante applicazioni ,che installate sulla tua pagina, ti permettono di vendere attraverso Facebook. Ecco alcune delle applicazioni più usate:

  • eBay Auctions, per inserire all’interno della tua bacheca gli annunci che hai pubblicato su eBay
  • Flame Tunes, per vendere la tua musica su Facebook (in realtà non so quanto sia usata quest’applicazione Facebook)
  • Marketplace, una vetrina per i tuoi prodotti

Se invece vuoi creare un vero negozio all’interno della tua pagina fan, ti consiglio queste applicazioni:

 

Facebook ADS

all”interno di Facebook è possibile effettuare vere e proprie campagne pubblicitarie della tua attività attraverso Facebook Ads e gli annunci  sponsorizzati

I messaggi appaiono nella barra laterale e nella pagina delle notizie

 

Facebook Credits

è una moneta virtuale convertibile in beni digitali (come giochi, film e applicazioni a pagamento) e “beni virtuali” all’interno di giochi (vite extra, incremento delle abilità, ecc.)

Facebook Credits può essere utilizzato anche per micropagamenti all’interno di applicazioni mobile.

 

virtual goods facebook Come fare e commerce su Facebook

 

Per comprendere l’entità della cosa basta considerare che la società Zynga vende 38.000 beni virtuali ogni secondo. Nel 2010, le entrate  dalla vendita di beni virtuali di Zynga hanno superato i 575 milioni di dollari.

In proiezioni l’intera industria di Beni Virtuali prevede vendite complessive solo quest’anno di 1,2 miliardi di dollari.

I crediti Facebook possono essere acquistati on line o addirittura alla cassa di alcuni supermercati americani ( attraverso delle gift card) o essere guadagnati attraverso programmi di fidelizzazione.

Attraverso la app per cellulare Shopkick, i clienti possono guadagnare Facebook Credits anche semplicemente memorizzando la loro posizione (come si fa su Foursquare)

I crediti Facebook possono anche essere utilizzati per prendere film a noleggio.

facebook credits for movie Come fare e commerce su Facebook

 

Open Graph di Facebook

“Il protocollo Open Graph consente a qualsiasi pagina web di diventare un oggetto di un grafo sociale. Il proprietario di un sito web può aggiungere alcune righe di codice per collegare il proprio sito su Facebook, e così ciò che fa un utente sul tuo sito al di fuori di Facebook fornisce i suoi dati comportamentali a Facebook.” Il tutto è operato principalmete tramite il tasto “Mi piace” presente nelle varie pagine dei siti web. In quanto ogni utente che preme quel tasto nel sito web, aggiorna automaticamente il suo profilo di Facebook. Oltre al tasto “Mi Piace” esistono altri plugin che aiutano Facebook a creare il suo Open Graph.” ( fonte wikipedia)

Come utilizzare questa tecnologia per fare e-commerce su facebook?

 

Piattaforme Facebook per mobile

Apps che consentono aggiornamenti di stato ”push” che spingono attraverso le  notifiche, richieste,  post sul Diario o sulla pagina delle notizie ad effettuare acquisti su facebook.

 

mobile facebook Come fare e commerce su Facebook

 

Facebook Open Graph Beta

Facebook Open Graph 2.0 permetterà di andare oltre ai semplice tasti ” Mi piace “, “Condividi” e “Consigli”per  incorporare una serie di “azioni come ” I like” . ” io voglio”, ” Ho comprato”. (queste nuove opzioni saranno presto on line) 

social grammar Come fare e commerce su Facebook

 

Pensate azioni come “ad Angelo piace questo elemento”  potranno diventare ” Angelo ama Iphone 4s”.
Naturalmente non dimentichiamoci altri stumenti Facebook Graph comeil Facebook Connect e tutte le applicazioni e-commerce mostrate in dettagli in questo post.

 

Inoltre lo sapevate che Facebook memorizza attraverso le app mobile i dati relativi alla posizione geografica dove vi trovate nel momento in cui usate le app per modificare le informazioni che state visualizzando ?
In tal modo è possibile che visitando una pagina di uno store di Facebook (funzione già utilizzata da Wal-Mart) ti vengano mostrate offerte, prodotti, informazioni e eventi speciali relativi alla zona dalla quale state visualizzando la pagina.

 

Un altro dato allucinante è ad esempio la funzionalità attraverso la quale con  Ticketmaster, è possibile individuare dove i tuoi amici sono seduti in un teatro.

 

ticketmaster facebook Come fare e commerce su Facebook

 

articolo tratto da: angelotescione.com
 
2 commenti

Pubblicato da su 23 maggio 2012 in Direct Marketing, News, Social Network, Startup

 

Tag: , , , , , ,

Facebook Offers: il social shopping entra nelle fan page | Social Media Italia


Facebook Offers: il social shopping entra nelle fan page | Social Media Italia.

 

 

Facebook Offers è un nuovo servizio sperimentale di social shopping, che  consente alle aziende con una fan page di pubblicare offerte e sconti esclusivi per i propri follower.
I fan, che fino ad oggi poteva soltanto interagire con la pagina ora saranno solleticati da una proattività diretta e proprio dentro quell’azione del marketing efficacie che è l’offerta speciale sul prodotto.
In effetti la comparsa della timeline aziendale ha scompaginato l’uso della fan page tradizionale, rendendo praticamente impossibile focalizzare l’atterraggio di un potenziale fan in quelle che prima erano le welcome page, dove una tattica oculata imponeva di dare un assaggio forte del prodotto ma soprattutto del valore aggiunto dell’essere un fan.
Con Facebook Offers i fan, invece, sapranno a priori che potranno ricevere nella loro bacheca social, alcune gradite sorprese quotidiane, aumentando l’incollaggio al social network e dando in più un senso non solo ludico al suo utilizzo, spesso compulsivo e addicted.

Uno dei rari esempi italiani, sperimentale anch’esso, è quello di Best western, i numeri che se ne traggono sono molto interessanti e fanno capire quali grandi potenzialità ha l’abbinamento del social shopping o dell’effetto last minute turistico , in questo caso, con la piattaforma interattiva più utilizzata al mondo.

Chi vince con Facebook Offers

Questa nuova funzionalità, predittivamente parlando, potrebbe essere il win-win che tutti si aspettavano da Facebook.
Vince Facebook che aumenterà la frequenza di visite durante il tempo di connessione di un utente web, aumenterà lo spettro di categorie sociali che non si limiteranno ai soli utilizzatori ludici o amicali, verrà percepito anche come un amico di spesa, giocandosi anche molta autorevolezza, possibilmente senza commettere gli errori di Groupon, perchè è proprio al modello del social shopping declinato con successo da quella piattaforma fino ad oggi, che si ispira Facebook Offers.
Vince lo sponsor con una fan page che potrà giocare su due piani l’opportunità di engagement.
Nel primo dando un vantaggio immediato, l’offerta speciale, facendola maturare con l’aspettazione di un seguito narrativo.
Nel secondo rinfrescando al suo fan, sempre un po’ annacquato, la voglia di rivisitare la fan pag e leggere i dettagli dell’operazione e rendersi poi anche conto della viralità della stessa.
Insomma, l’opportunità non è quella del mordi e fuggi ( come scrive l’amica Stefania Boleso )ma quella di impostare una vera strategia di seduzione del cliente e di intesa amichevole, aspetto che deve sempre essere declinato, perchè Facebook non è un volantino che troviamo nella buca delle lettere, ma prima di tutto un luogo sociale solo in un secondo momento un posto dove si potrebbe vendere qualcosa.
Vince il cliente che ha una serie di attrattive in più;  prima di tutto dare un senso preciso a cosa voglia dire essere fan di un brand, rispetto ad esserne ‘amico’ e poi partecipare attivamente alla vita reale partendo dal massimo del virtuale contemporaneo, slegando quel sottile senso di colpa che lo assale ogni qual volta si rende conto di quanta fuffaggine deve scrollarsi di dosso dopo ogni social session al pc o sull’iphone.
Poter dire ad un amico ‘oggi con la fuffa di Facebook ho risparmiato sulla spesa’non è da poco…

Come funziona Facebook Offers per i venditori

Innanzitutto si deve chiarire che è una fase sperimentale e solo in alcuni stati USA, quindi in Italia le aziende dovranno attendere la maturazione dei test e la corrispondenza del nostro mercato verso il modello stabilito. Il caso Best Western è proprio un ..caso e coinvolge la più grande catena mondiale di alberghi.
Nelle fan page le aziende possono inserire delle semplici offerte come farebbero con qualsiasi aggiornamento di stato.
Di consequenza l’offerta apparirà nel news feed del fan
Le immagini sono di 90 pixel per 90 pixel, mentre il testo presente nella Headline come titolo è limitato a 90 caratteri.
Il testo in sui si dettaglia l’offerta, i termini e le condizioni sono di 900 caratteri, inoltre l’offerta ha una sua scadenza temporale.
Le informazioni social sono quelle che dovranno caratterizzare Facebook Offers e sono in effetti quelle che coinvolgono in un gruppo tribale il ‘messaggio’ ne stimolano l’emulazione ma anche permettono di rassicurare il singolo sulla sostenibilità e valutazione dell’offerta, perchè quando ci si trova di fronte a offerte succulente i dubbi sui suoi restroscena sono critici.

Come il fan partecipa a Facebook Offers

Quando l’utente di Facebook vede l’offerta nella propria news feed, o lifestream come la si voglia chiamare, potrà utilizzare il pulsante di sottoscrizione, riceverà nella casella di posta dove gli arrivano normalmente le altre notifiche da Facebook, tutte le istruzioni per portare a termine l’acquisto.
La transazione potrà, come per Groupon, essere perfezionata al punto vendita presentando un coupon oppure l’sms sul cellulare.
Ovviamente se si tratta di e-commerce la transazione sarà gestita tramite la piattaforma del venditore.

Rischi per il brand con Facebook Offers

Quello che sembra essere un radioso futuro per il social shopping si presta, in ogni caso, a valutazioni di rischio.
Innanzitutto l’azienda deve organizzarsi per accogliere questa opportunità.
Nulla è peggio dell’improvvisazione magari dettata dallo spirito di sperimentazione o dall’entusiasmo per la novità.
I punti vendita ed il marketing devono coordinarsi per dare al loro cliente un benefit e non una possibile perdita di tempo e la sensazione di cattiva procedure con coneguente frustazione e disaffezione, come è accaduto spesso con Groupon.
I termini dell’offerta devono essere chiari e deve essere spiegato con dettagli  ed esempi,  magari proprio nei post in fan page, la procedura di riscossione, ad esempio, e documentarli come dei piccoli eventi quotidiani e reai, magari su Pinterest o YouTube.
Chi riceve il cliente con un coupon di offerta deve accoglierlo e fare di quel momento un motivo di promozione della fan page; dal punto vendita reale allo spazio fan virtuale.
In quel momento il fan page è un cliente special, è un influencer, sia chiaro.
Non si deve usare l’opporunità del sociale shopping, e questo ia detto in termini generali, non solo riferibili all’esperimento di Facebook Offers, per fare dello spamming con la pillola addolcita dello sconto.
Se l’utente del vostro spazio Facebook non è ‘molto fan’, magari è stato cooptato nella fan page già con motivi un po’ subdoli, se non addirittura con acquisti massivi di fan, l’effetto boomerang è assicurato.
Gli ricorderete che non è un vero fan e lo illuminerete sul fatto che è ora di uscire dalla fan page e magari trascinarsi dietro con polemiche altri colleghi.
Invece in questi casi l’offerta speciale, ma deve essere veramente speciale, avrà lo scopo di farlo sentire un esclusivo e coccolato potenziale ‘vero fan’.
Bisogna sempre ricordarsi che l’effetto virale può essere tanto positivo e di successo, quanto negativo e catastrofico.
 
6 commenti

Pubblicato da su 22 aprile 2012 in Marketing, News, Social Network

 

Tag: , , , ,