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DIFESA O ATTACCO?


Ormai da tanto (troppo) tempo le nostre aziende “combattono” nella crisi e contro la crisi.

Ogni giorno giungono notizie di chiusure di attività che non sono riuscite a resistere ai duri colpi, spesso sono piccole e medie realtà.

Ma perché molte di queste non hanno resistito?

E perché molte (troppe) sono in procinto di fare la stessa fine?

Lavorando ogni giorno a contatto con aziende, imprenditori, enti e realtà no profit abbiamo costantemente il “polso” della situazione e possiamo affermare che molte (troppe) di queste chiusure sono derivate non solo dalla “crisi” generalizzata ma con una colpevole concausa dovuta alla mancanza di iniziativa.

Molte di queste realtà, alcune per reale mancanza di disponibilità di mezzi altre (troppe) per mancanza di iniziative, volontà, lungimiranza ed eccessiva superbia, hanno reagito limitandosi a “chiudere in difensiva” nell’attesa (speranza) che passi l’onda di piena…e sperando che passi in fretta!

Scherma

Paragonando la situazione alla scherma:

Un combattente è l’azienda… l’avversario è la crisi!

Se l’azienda ha fatto la scelta (unica o primaria) di applicare come strategia “solo” la difesa si troverà in questa situazione: dover parare (o tentare di farlo) continuamente una enormità di attacchi diretti, veloci, continui e potenti!

Ad ogni attacco, ad ogni colpo sarà spinta un passo più indietro… e poi ancora uno…e poi ancora uno… finchè non subirà un colpo diretto o non sarà spinta fuori dalla pedana!

E continuando con quel ritmo senza reagire bene e per tempo si troverà a perdere la sfida!

Un detto dice che “la miglior difesa è l’attacco” ed è vero.

Il concetto di base deve essere difendersi e reagire; provare a vincere la sfida applicando metodo, mezzi, strategie… con grinta e determinazione.

La differenza tra un vincente ed un perdente…

tra un campione ed un amatore…

è prima di ogni cosa nella mentalità!

Se pensi solo a sopravvivere riuscirai a farlo fintanto che non troverai un avversario che invece vorrà solo vivere e vincere… e allora soccomberai!

 
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Pubblicato da su 13 dicembre 2013 in Direct Marketing, Fidelity Card, Fidelizzazione, Marketing, Marketing Territoriale, Marketing Virale, sms marketing, Social Network, Startup

 

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Il Gioco al MASSACRO degli esercenti!


Tempo di crisi…tempo in cui tutte le realtà aziendali stringono i denti per ridurre le perdite ed alcune anche per scongiurare la chiusura.

Proprio in periodo di crisi gli esercenti dovrebbero agire con oculatezza nel fare scelte commerciali e strategiche mirate quanto meno a mantenere i fatturati standard ma anche ad aprire nuove occasioni che possano, se non subito, ampliare ed amplificare gli incassi finito il periodo buio.

Ma la realtà è diffusamente un’altra: la maggioranza degli esercenti (che spesso denotano di non essere imprenditori per vocazione!) non investe neanche le minime cifre ed energie in azioni migliorative, non attua politiche di fidelizzazione e comunicazione…ma cosa ancor più grave si lascia trascinare al Gioco del MASSACRO…ovvero ritiene che l’unica strada per “mantenere” mercato e fatturato (minimo) sia quella di abbattere i prezzi (spesso facendo promo su promo, sconti su sconti, ecc.)…e magari solo perché “gli altri lo fanno” o perché vedono fare questo alle grosse catene in franchising presso i grossi centri commerciali.

Tralasciamo le motivazioni delle catene in franchising nei centri commerciali…queste esulano da molte delle motivazioni “generiche” essendo inserite in contesti particolari ed essendo gestite in modo totalmente diverso da quanto potrebbero fare le semplici imprese piccole o medie che siano!

 

Gli esercenti “locali” dovrebbero ragionare in modo molto diverso e valutare ancor prima di “seguire” gli altri se quella strategia ha senso!

  • Ovvero: fare sconti su sconti….combattere il competitor con le sua stesse armi…a cosa potrebbe portare? Si avrà realmente un aumento di fatturato? E quanti “pezzi” bisognerebbe vendere affinché il fatturato sia mantenuto considerando il ribasso applicato?

E togliendo questo un’altra domanda dovrebbe essere: e questa operazione a quali conseguenze future mi porterà finita la crisi o se la crisi dovesse continuare?

…potrei continuare ancora a lungo!

Tante le domande che bisognerebbe porsi prima di “seguire” gli altri.

La storia insegna che esistono moltissimi casi che dimostrano come alcune aziende sono riuscite proprio nei periodi di crisi a crescere ed esplodere (in senso positivo) proprio per non aver seguito i competitor. Come?

Semplice…non modificando e non svendendo i loro prodotti ma facendo Comunicazione e Fidelizzazione.

  • Comunicando ai loro clienti ed ai potenziali tali che i loro prodotti hanno un vantaggio, un plus…fornendo spiegazioni dettagliate, pubblicizzando in modo corretto, investendo tempo e capitali in marketing e strumenti di comunicazione efficaci.
  • Fidelizzando la propria clientela con azioni specifiche, migliorando i propri spazi espositivi, facendo sentire i clienti “Parte Attiva” di una realtà.

 

In una parola

DIFFERENZIANDOSI!!!

 

L’unico segreto è questo: ogni realtà aziendale è unica ed insostituibile; possiede sempre una caratteristica che la differenzierà dalle altre ma sta all’esercente farla conoscere e darle il valore aggiunto.

E se non si ha l’obiettività o le competenze per farlo bisogna investire in consulenze e strumenti per fare emergere queste differenze…il fai-da-te porta al Gioco al MASSACRO…i professionisti ti aiutano ad emergere.

 

Tu sei “omologato” e segui a testa bassa

o vuoi fare la DIFFERENZA?

 

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80/20: Il Rapporto Magico!


 

Spesso si sente parlare del “Rapporto 80/20” come se fosse una panacea. Ma non tutti sanno cos’è e cosa rappresenta nelle strategie del Marketing con la conseguenza di sprecare tempo e denaro con strategie che portano a risultati scarsi o nulli.

 

Soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo tutte le aziende, le attività commerciali e le attività che comunque attingono le risorse per la loro sopravvivenza da clienti/affiliati dovrebbero applicare ed indirizzare le loro strategie su questo fondamentale!

 

80/20

 

La statistica insegna che l’80% del fatturato di qualsiasi attività deriva da 20% della clientela della stessa!

 

 

Quindi dalla clientela fidelizzata!

Ma attenzione : un cliente fidelizzato, che quindi torna spesso a “spendere” in un Punto Vendita, non significa che lo sarà per sempre!

 

Ed è proprio qui, e soprattutto in questo contesto che stiamo vivendo, che bisogna agire indirizzando come priorità del Marketing, della Comunicazione e della Pubblicità le azioni verso quel 20% che crea il reddito…e bisogna farlo in modo programmato, costante, con le giuste strategie e con i giusti mezzi!

 

Il restante 80% della clientela (che produce solo il 20% del fatturato) deve essere curato e bisogna cercare di portarlo alla fidelizzazione…ma la priorità assoluta deve essere quella di far si che il 20% già fidelizzato continui ad esserlo!

 

Quali strategie e quali strumenti utilizzare?

 

Le varianti e le possibilità sarebbero infinite e necessariamente devono essere contestualizzate.

Tutto non và bene per tutti.

Come linea di massima potremmo indicare :

  • Carte Fedeltà e Raccolta punti.

  • Borsellino elettronico

  • Sms Marketing

  • E-Mail Marketing

  • Coupon dedicati

 

Quindi tutto quello che sposta l’attenzione della comunicazione verso la clientela fidelizzata e che porta la percezione della azienda, da parte del cliente, al primo posto nei suoi pensieri deve essere applicato per massimizzare i fatturati!

Se un’azienda fa percepire al proprio cliente che “LUI” è importante, che l’azienda lo conosce e che per “LUI” è riservato un trattamento speciale sarà allora più probabile che l’azienda sarà al primo posto nell’immaginario del cliente quando avrà bisogno dei beni e dei servizi dell’azienda stessa.

Quali sono le vostre esperienze in ambito Fidelizzazione?

 

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AFajolo – Intervista a D.M.S.


Di seguito riportiamo l’intervista rilasciata ad AFajolo.

Salvatore Piccolo per DMS – Agenzia Marketing-Comunicazione

 

Parlaci di te in 10 domande:
1. Come mai su AFajolo? Cosa ti ha portato a registrarti?
Principalmente l’idea di fondo! Far parte di una “rete” di professionisti ed aziende specializzate in vari settori con lo scopo di essere di supporto alle startup mi ha allettato da subito.

2. Ora dicci la tua, Goods and Bads sul nostro progetto?
Ottima l’idea e l’ambizione. Duro il substrato da coinvolgere.

3. Che valore ha nella tua esperienza il Design e il Made in Italy?
il Design è fondamentale…rientra sia nel primo impatto che in tutta la fase comunicativa di un Brand. Il Made in Italy è un valore aggiunto, quando realmente realizzato e sfruttato a dovere…purtroppo troppo spesso si spaccia per Made in Italy qualcosa di fittizio con i risultati che alla lunga ne risentono.

4. Raccontaci di cosa ti occupi?
La mia agenzia,(D.M.S.), si occupa di fornire supporto e strumenti riguardo il Marketing e la Comunicazione; seguiamo tutte le fasi : dalla consulenza alla fase operativa, passando per la realizzazione e finendo con le analisi. Siamo molto specializzati nel settore del Direct Marketing con una predisposizione per gli strumenti altamente tecnologici.
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5. Com’è praticare la tua professione oggi in Italia?
E’ per certi versi “dura” per via della “presunta” crisi… molto spesso tante aziende, sia grandi che piccolissime, tendono a nascondersi dietro questa “scusa” dimenticando ch’è proprio in momenti simili che invece si dovrebbe spostare l’attenzione sulle attività di comunicazione…ovviamente con accortezza e non affidandosi al “fai da te”… questo è però anche il bello del momento per chi come me ama le sfide!

6. Com’è l’imprenditoria italiana nella tua esperienza? Sono ricettivi ai contenuti che proponi?
L’imprenditoria italiana è molto eterogenea nel modo di reagire. Indipendentemente dalle dimensioni aziendali capita di trovare persone molto sveglie ed aperte, che hanno le idee chiare sul dover “comunicare e pianificare” e decidono quindi di affidarsi a professionisti per portare avanti le loro attività e massimizzare il ROI (Return on Investment). Purtroppo, ma fortunatamente per i primi, esiste comunque un’ampia fetta di imprenditori che si sono fossilizzati su stereotipi del tipo “la pubblicità non mi serve…c’è il passaparola” e similari…queste sono le aziende che preferiscono “cercare di sopravvivere invece di vivere”.

7. Secondo te i nuovi media potrebbero aiutare l’imprenditoria italiana? Come?
Sicuramente si…a condizione di essere in grado di sfruttarli. Per spiegare il concetto ti invito a far mente locale: focalizza una via della tua città nella quale sono presenti molte attività..di queste quante saresti in grado di ricordarne?… probabilmente poche!
Se provi a fare una ricerca ti renderai conto che poche sono presenti sui canali tradizionali (tipo Pagine Gialle) e magari sono quelle poche che tendono ancora ad usare come unico strumento alternativo il volantinaggio. Se poi approfondiamo sul web trovarne è ancor più difficile… magari alcune avranno siti web, altre anche presenze sui principali Social… ma ugualmente non le trovi. Perché? Semplicemente perché non hanno investito tempo (ed anche denaro) nell’ottimizzazione dei siti, nel creare un Brand unico e comunicativo, perché spesso sui Social la loro presenza è solamente legata ad un profilo personale e non comunicano nulla di realmente unico ed utile per la loro azienda (si limitano a postare qualche promo che nei Social è l’errore più profondo!).
I “nuovi” media sono canali eccezionali ma vanno usati e pianificati correttamente!

8. La crisi del lavoro e il diffondersi del lavoro autonomo e freelance, secondo te, stanno cambiando le regole del collocamento? Dovremo tutti iniziare a pubblicizzarci come fossimo prodotti?
Non lo facciamo già? Bisogna sempre tener in mente una cosa: indipendentemente dal lavoro che svolgiamo nella vita conta il primo impatto… che poi deve essere costantemente mantenuto e confermato nel tempo. Curare il proprio Personal Brand è fondamentale sia per l’ambito lavorativo che extra lavorativo. Pubblicizzare correttamente la propria immagine è spesso quello che fa la differenza iniziale… mantenerla e confermarla è quello che ci darà i risultati nel tempo!
Proprio il diffondersi del lavoro autonomo e freelance, in comunione con l’attuale situazione socio-economica, obbliga a curare i particolari e pubblicizzarsi ancor di più… se sono un esperto in qualcosa DEVO farlo sapere ma devo comunicarlo con tutto quello che sono ed in modo adeguato. La concorrenza è sempre più agguerrita e solo chi avrà saputo comunicare e pubblicizzare idoneamente il suo “essere prodotto” la spunterà sugli altri. Cinico? Forse…

9. Come sta evolvendo il marketing aziendale e professionale?
Mediamente il Marketing si evolve, per lo meno in Italia, con una certa cautela. Sono molte le aziende, mi riferisco in questo caso alle grandi, che preferiscono aspettare ed analizzare prima di investire in nuove strategie! Alcune lasciano andare avanti quelle più intraprendenti per poi valutare e migliorare quanto visto realizzato (a volte scopiazzando malamente senza personalizzare ed adattare alle proprie realtà). Questo però non significa che è una situazione stagnante..anzi! Di certo non è comunque una situazione d’altissimo fermento…benché mi aspetto in tempi brevi una crescita notevole e discretamente aggressiva.

10. Se dico Italia, cosa pensi?
Le contraddizioni che rendono unico e stupendo il nostro paese.

 

Link originale : AFajolo

 

 

 
1 Commento

Pubblicato da su 9 aprile 2012 in Direct Marketing, News

 

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