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PROBLEM-SOLVING


Come trovare nuove vie per la risoluzioni di problemi

Fonte : AFajolo

 

Tutti noi ci troviamo a dover risolvere problemi quotidianamente, a volte si tratta di semplici questioni a cui una lista dei pro e contro riesce a dare chiarezza, altre volte invece ci troviamo davanti a problemi complessi che hanno numerose variabili e ripercussioni su più livelli che rendono difficile prendere una scelta, o anche solo visualizzare le possibili opzioni.

In questi casi ci viene in aiuto Morgan D Jones con il suo libro ‘The Thinker’s Toolkit: 14 Powerful Techniques for Problem Solving’. Nel suo libro infatti  Morgan ha messo per iscritto diverse tecniche più o meno efficaci, che però danno dei buoni spunti per creare una propria strategia. Ecco quindi alcuni consigli:

1. riformula il problema

Il vecchio strumento della parafrasi che tutti gli studenti odiavano a scuola diventa il primo consiglio del problem-solver (se lo sapesse la mia prof. d’italiano), cambiare le parole infatti permette di uscire dallo schema mentale iniziale e vedere risvolti nuovi nella questione che potrebbero aiutare a concepire soluzioni alternative. Es. come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / come posso limitare lo scarto quotidiano delle bottiglie di plastica? /…

2. 180°

gira il problema di 180° es.come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / ccome posso aumentare l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? questo permette di escludere se non altro che cosa non fare, e da lì partire per trovare una soluzione.

3. allarga il focus

Si tratta di riformulare il problema pensando ad un contesto più ampio. es. come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / Come posso incentivare il riuso della plastica?

4. cambia il focus

sposta consapevomente l’attenzione dalla criticità ad un elemento complementare o correlato. es. come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / Come posso incentivare l’utilizzo dell’acqua da rubinetto?

5. chiediti perché

chiediti il perché del problema, da cosa è nato, poi riformula considerando questa nuova prospettiva e chiediti di nuovo perché e poi di nuovo e di nuovo finchè non arrivi alla vera essenza del problema. Spesso non riusciamo a risolvere un problema perché agiamo sulle conseguenze di una questione più ampia. Es. la gente getta molte bottiglie d’acqua – le bottgliette di plastica si trovano ovunque – mi fido solo del rubinetto di casa mia – non ci sono abbastanza fontanelle igienicamente affidabili – …

6. sostituisci

sostituisci un termine chiave nel problema con la sua definizione, questo permette di capire che cosa vogliamo ottenere invece che soffermarci allo strumento che abbiamo al momento per ottenerlo. Es. es. come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / come posso ridurre l’utilizzo tutti i giorni di bevande contenute in recipienti in materiale derivato dal petrolio e inquinante?

7. cambia la temporalità

sostituisci “ogni” con “dei”, “sempre” con “qualchevolta”, “qualchevolta” con “mai”, e vice versa. Es. es. come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / es. come posso ridurre l’utilizzo saltuario di bottiglie di plastica?

8.  sposta gli accenti

a volte ci concentriamo sull’aspetto sbagliato della questione, spostando l’accento analizziamo tutte le variabili del problema. Es. come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? /come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica? / come posso ridurre l’utilizzo quotidiano di bottiglie di plastica?

9. visualizza

usa formule matematiche o immagini per esplicitare i concetti chiave del problema, es. aumentare il margine / aumentare Margine=Ricavi-Costi

fonte: http://designtaxi.com/article/101845/11-Ways-To-Get-Better-Solutions/

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Pubblicato da su 5 maggio 2012 in Marketing, News, Startup

 

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Carla Zorzo, fondatrice di AFajolo, ci presenta il suo ambizioso progetto.


Con grande piacere ospitiamo Carla Zorzo, fondatrice di AFajolo, per illustrarci come nasce, si sviluppa e quali sono le ambizioni del suo progetto :

AFajolo – la piattaforma per il potenziale italiano

Un professore universitario un giorno mi disse che per fare un buon progetto devi progettare qualcosa che tu stesso utilizzeresti; AFajolo in un certo senso, è la sintesi della mia storia personale e familiare. Nasce infatti dalla fusione della mia formazione come Designer di prodotto e comunicazione e dalle mie radici radicate nel mondo delle PMI venete. Dopo la laurea e le prime esperienze lavorative ho percepito delle grosse frustrazioni in entrambi questi mondi che desideravano dare una svolta, ma la burocrazia, la crisi,… tutto sembrava remare contro al punto che in troppi stavano gettando la spugna e iniziavano a migrare verso paesi più fertili. Mi sono quindi convinta che non fosse un problema di risorse o potenziale, ma semplicemente di strumenti; manca una modalità per cui potenziale creativo e produttivo possano incontrarsi e trarre vantaggio le une dalle altre.

Da queste considerazioni è nato AFajolo, una piattaforma che dà visibilità alla creatività e alla capacità di realizzare italiane per aumentare le probabilità di creativi e produttori di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

La missione di AFajolo è duplice e ambiziosa: da un lato creare uno spirito di gruppo e condivisione tra i creativi italiani e dall’altro supportare l’innovazione in tutte le sue fasi, dallo sviluppo d’idee alla messa sul mercato. AFajolo sta infatti ampliando progressivamente il suo bagaglio di conoscenze e servizi, creando un network open-source di nominativi e contenuti in grado di generare lavoro e nuove risorse da reinvestire nel sistema. Il progetto sul lungo termine è quello d’inserire, una volta raggiunta una massa critica di utenti, anche una vetrina per la pre-vendita dei prodotti sviluppati dagli utenti, tramutando l’innovazione in produzione on-demand. Siamo quindi solo all’inizio del percorso di questo fagiolino verde.

Internet e l’era digitale hanno reso possibile immaginare un progetto come AFajolo, in quanto permettono di accorciare le distanze mettendo in comunicazione designer del nord con produttori del sud e viceversa aprendo il mercato a nuove collaborazioni e riscoprendo lavorazioni locali che sono a rischio d’estinzione. Con un analogia si può dire che il web è lo strumento che permette di organizzare al meglio una festa, ma il vero divertimento arriva al momento del party.

La co-progettazione da remoto è possibile e praticata in molti campi, ma richiede un certo grado di fiducia e familiarità che si ottengono dopo un primo momento di lavoro face-to-face. Un altro aspetto che necessita di una soluzione offline sarà la promozione delle eccellenze produttive. Per essere una efficace vetrina della qualità manifatturiera del paese AFajolo dovrà ad un certo punto investire per portare la qualità vicino ai consumatori e far si che questi la possano toccare e apprezzare appieno. La qualità materiale e di processo è forse ancora l’unica cosa che non si riesce a promuovere adeguatamente online.

Carla Zorzo

Anno 1985, cresciuta nell’alta padovana, zona dove la cultura industriale e di distretto è molto presente. Formazione ed esperienze lavorative eclettiche in continuo rimbalzo tra mondo creativo e produttivo. Ha lavorato presso Diesel srl nell’ufficio Trade&Retail, poi nell’ufficio grafico e sviluppo prodotti di una PMI padovana, ha poi collezionato numerose piccole esperienze come fotografa, grafica tipografica e web.
Ha frequentato un Master in Business Design presso Domus Academy (2010), una Laurea triennale in Design e Arte presso la LUB di Bolzano (2008) precedute da un diploma in ragioneria aziendale.
Dal 2011 lavora come tutor/coach presso il corso di Business design di Domus Academy.

http://it.linkedin.com/in/carlazorzo

E’ possibile visionare ed aderire a questo ambizioso progetto a questo link :   AFajolo

 
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Pubblicato da su 11 aprile 2012 in News

 

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AFajolo – Intervista a D.M.S.


Di seguito riportiamo l’intervista rilasciata ad AFajolo.

Salvatore Piccolo per DMS – Agenzia Marketing-Comunicazione

 

Parlaci di te in 10 domande:
1. Come mai su AFajolo? Cosa ti ha portato a registrarti?
Principalmente l’idea di fondo! Far parte di una “rete” di professionisti ed aziende specializzate in vari settori con lo scopo di essere di supporto alle startup mi ha allettato da subito.

2. Ora dicci la tua, Goods and Bads sul nostro progetto?
Ottima l’idea e l’ambizione. Duro il substrato da coinvolgere.

3. Che valore ha nella tua esperienza il Design e il Made in Italy?
il Design è fondamentale…rientra sia nel primo impatto che in tutta la fase comunicativa di un Brand. Il Made in Italy è un valore aggiunto, quando realmente realizzato e sfruttato a dovere…purtroppo troppo spesso si spaccia per Made in Italy qualcosa di fittizio con i risultati che alla lunga ne risentono.

4. Raccontaci di cosa ti occupi?
La mia agenzia,(D.M.S.), si occupa di fornire supporto e strumenti riguardo il Marketing e la Comunicazione; seguiamo tutte le fasi : dalla consulenza alla fase operativa, passando per la realizzazione e finendo con le analisi. Siamo molto specializzati nel settore del Direct Marketing con una predisposizione per gli strumenti altamente tecnologici.
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5. Com’è praticare la tua professione oggi in Italia?
E’ per certi versi “dura” per via della “presunta” crisi… molto spesso tante aziende, sia grandi che piccolissime, tendono a nascondersi dietro questa “scusa” dimenticando ch’è proprio in momenti simili che invece si dovrebbe spostare l’attenzione sulle attività di comunicazione…ovviamente con accortezza e non affidandosi al “fai da te”… questo è però anche il bello del momento per chi come me ama le sfide!

6. Com’è l’imprenditoria italiana nella tua esperienza? Sono ricettivi ai contenuti che proponi?
L’imprenditoria italiana è molto eterogenea nel modo di reagire. Indipendentemente dalle dimensioni aziendali capita di trovare persone molto sveglie ed aperte, che hanno le idee chiare sul dover “comunicare e pianificare” e decidono quindi di affidarsi a professionisti per portare avanti le loro attività e massimizzare il ROI (Return on Investment). Purtroppo, ma fortunatamente per i primi, esiste comunque un’ampia fetta di imprenditori che si sono fossilizzati su stereotipi del tipo “la pubblicità non mi serve…c’è il passaparola” e similari…queste sono le aziende che preferiscono “cercare di sopravvivere invece di vivere”.

7. Secondo te i nuovi media potrebbero aiutare l’imprenditoria italiana? Come?
Sicuramente si…a condizione di essere in grado di sfruttarli. Per spiegare il concetto ti invito a far mente locale: focalizza una via della tua città nella quale sono presenti molte attività..di queste quante saresti in grado di ricordarne?… probabilmente poche!
Se provi a fare una ricerca ti renderai conto che poche sono presenti sui canali tradizionali (tipo Pagine Gialle) e magari sono quelle poche che tendono ancora ad usare come unico strumento alternativo il volantinaggio. Se poi approfondiamo sul web trovarne è ancor più difficile… magari alcune avranno siti web, altre anche presenze sui principali Social… ma ugualmente non le trovi. Perché? Semplicemente perché non hanno investito tempo (ed anche denaro) nell’ottimizzazione dei siti, nel creare un Brand unico e comunicativo, perché spesso sui Social la loro presenza è solamente legata ad un profilo personale e non comunicano nulla di realmente unico ed utile per la loro azienda (si limitano a postare qualche promo che nei Social è l’errore più profondo!).
I “nuovi” media sono canali eccezionali ma vanno usati e pianificati correttamente!

8. La crisi del lavoro e il diffondersi del lavoro autonomo e freelance, secondo te, stanno cambiando le regole del collocamento? Dovremo tutti iniziare a pubblicizzarci come fossimo prodotti?
Non lo facciamo già? Bisogna sempre tener in mente una cosa: indipendentemente dal lavoro che svolgiamo nella vita conta il primo impatto… che poi deve essere costantemente mantenuto e confermato nel tempo. Curare il proprio Personal Brand è fondamentale sia per l’ambito lavorativo che extra lavorativo. Pubblicizzare correttamente la propria immagine è spesso quello che fa la differenza iniziale… mantenerla e confermarla è quello che ci darà i risultati nel tempo!
Proprio il diffondersi del lavoro autonomo e freelance, in comunione con l’attuale situazione socio-economica, obbliga a curare i particolari e pubblicizzarsi ancor di più… se sono un esperto in qualcosa DEVO farlo sapere ma devo comunicarlo con tutto quello che sono ed in modo adeguato. La concorrenza è sempre più agguerrita e solo chi avrà saputo comunicare e pubblicizzare idoneamente il suo “essere prodotto” la spunterà sugli altri. Cinico? Forse…

9. Come sta evolvendo il marketing aziendale e professionale?
Mediamente il Marketing si evolve, per lo meno in Italia, con una certa cautela. Sono molte le aziende, mi riferisco in questo caso alle grandi, che preferiscono aspettare ed analizzare prima di investire in nuove strategie! Alcune lasciano andare avanti quelle più intraprendenti per poi valutare e migliorare quanto visto realizzato (a volte scopiazzando malamente senza personalizzare ed adattare alle proprie realtà). Questo però non significa che è una situazione stagnante..anzi! Di certo non è comunque una situazione d’altissimo fermento…benché mi aspetto in tempi brevi una crescita notevole e discretamente aggressiva.

10. Se dico Italia, cosa pensi?
Le contraddizioni che rendono unico e stupendo il nostro paese.

 

Link originale : AFajolo

 

 

 
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Pubblicato da su 9 aprile 2012 in Direct Marketing, News

 

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