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Analizziamo la comunicazione delle politiche 2013

09 Mar

Perché il paese-Italia si trova in questa situazione di stallo dopo le recenti elezioni?

I diversi partiti/coalizioni, i diversi leader e anche gli elettori (storici e non) hanno fatto delle scelte ed applicato delle strategie che affrontavano, ed affrontano, in modo molto diverso la reale situazione.

Tralasciamo volutamente l’analisi di chi ha vinto o perso, così come tralasciamo e mettiamo da parte le ideologie personali: cerchiamo di analizzare la situazione e la comunicazione effettuata dai vari soggetti per arrivare a questo stallo.

La situazione

Il paese e la popolazione arriva a quest’appuntamento elettorale palesemente sdegnato dalla politica e da molti politici per tutte le vicessidudini accorse; a questo si aggiunge una notevole crisi economica di livello mondiale che ha portato in fase recessiva il paese con tutte le conseguenze drammaticamente note.

Come hanno affrontato la campagna elettorale i partiti?

Con quale argomentazioni? E con quale comunicativa?

Il PD

La strategia, che si è rilevata scadente, è stata quella di dare tutto per scontato (la vittoria) senza ascoltare le necessità del popolo italiano che chiedeva rinnovamento della classe politica e soprattutto programmi concreti per venir fuori dalla crisi. A questo si è aggiunta la solita scelta errata che da anni si porta avanti ovvero nascondere i confronti sugli argomenti riempendo spazi attaccando il principale leader oppositore con argomenti personali.

La comunicazione è quindi stata molto inefficace: gli elettori convinti e storici del PD li avrebbero avuti sempre e comunque; gli scontenti invece, quelli che chiedevano “rottamazione” li hanno persi un po’ per strada. Ma soprattutto hanno perso l’occasione di convincere una buona fetta dell’elettorato moderato non proponendo nessun tipo di argomento reale ma solo concetti scontati: tutti sanno e sapevano concettualmente quali gli argomenti da toccare ma l’interesse era sapere come e cosa fare negli intenti. Questo è mancato e sommato alla mancanza di carisma e capacità comunicativa dei/del leader ha portato a questo risultato.

A questo và sommato anche l’azione spregiativa che molti militanti hanno portato avanti su vari canali (tanto online che offline) con il risultato di far riemergere l’orgoglio d’appartenenza nei soggetti vicini al PDL e il riattaccamento verso il leader costantemente insultato.

Il PDL

La strategia del PDL si è rivelata vincente grazie al leader che ha saputo canalizzare (e prendersi questa responsabilità) l’attenzione su se stesso. Consapevolmente e da grande comunicatore ha capito cosa il suo elettorato avrebbe voluto sentirsi dire; ha capito che non bisognava essere demagogici ma fornire idee e cercare di consolidarle con dei dati (che poi fossero situazioni effettivamente concrete e realizzabili non è in questa sede che andrà discusso!); ha saputo movimentare a suo favore i vari accanimenti contro la sua persona e influenzare in modo diretto la campagna elettorale dei vari leader facendo sempre per primo le mosse, costringendo gli altri a seguire.

L’elettorato PDL, come tradizione, ha saputo ascoltare e monitorare tutto quello che vi era intorno; buona parte degli indecisi ha mantenuto poi la propria “fede” non avendo ricevuto alternative concrete dalle altre fazioni e sono stati riaffezionati al leader grazie alle campagne degrinatorie messe in atto tanto dal sistema che da parte dell’elettorato opposto.

Movimento 5 Stelle

Il “nuovo” partito guidato da Grillo è stata semplicemente la conferma e non la novità.

Chi da attento osservatore della società abbia precluso le proprie ideologie a favore di analisi obiettiva si era già da tempo reso conto che ci sarebbe stato questo risultato.

Il programma pubblico del Movimento non è certamente entusiasmante ma realmente del programma se ne sempre parlato molto poco.

Grillo ha saputo “convogliare” l’attenzione e i voti di tutte le persone “arrabbiate e deluse” toccando corde vive e scoperte, non candendo in alcune trappole ma anzi trascinando dentro gli altri. Certo molti dei voti “per Grillo” sono di protesta e proprio questo dovrebbe far riflettere.

Adesso la scelta comunicativa attuata da Grillo rischia però di essere ad una svolta negativa, fortemente negativa: adesso che è finita la fase propagandistica, adesso che il “partito” è dentro le camere non ci si può più nascondere. Adesso gli elettori incazzati vogliono risultati, vogliono essere aggiornati e vogliono conoscere. Se la scelta resterà quella di farsi da parte per far decidere gli altri e poi poter dire “avete visto? Colpa loro!”, se la scelta sarà quella di non far apparire sui media e far rilasciare interviste ai parlamentari, limitandosi ad “informare” solo i seguaci allora il voto di protesta e di cambiamento donato da questa fetta d’Italia a Grillo si sgonfierà in pochissimo tempo.

Monti, UDC e FLI

L’ex premier tecnico ci ha provato ma aveva dalla sua troppe negatività dovute ai risultati immediati del suo governo ma anche e soprattutto la scelta di affiancarsi a vecchie politiche e vecchi personaggi politici non più graditi. Queste scelte hanno portato a un risultato sicuramente negativo. La comunicazione è stata scarsamente curata ma ancor di più è stata scarsamente curata la coordinazione. La scelta di mirare ad elettori centristi distaccati, di cercare di attrarre diverse fasce di elettori in modo approssimativo ha fatto il resto. Impossibile apparentarsi con la sinistra considerando l’alleanza con FLI; impossibile con il centro destra (tanto per FLI che per la campagna ad indirizzo unicamente degrinatoria verso Berlusconi portata avanti dall’UDC); a questo l’incostanza di scelte da parte di Monti.

A conti fatti quindi hanno “vinto” (parola grossa in questo caso) PDL e Grillo: non perché le loro proposte siano state coinvolgenti o perché dotati di enorme credibilità;

No, solo perché hanno messo in campo il saper comunicare, il saper dire alla gente quello che voleva sentirsi dire; facendo due scelte diverse: il PDL senza cadere nel trappolone della critica e degli insulti; Grillo colpendo invece i modo totalmente trasversale chiunque (anche i piccoli leader) e battendo più sull’insoddisfazione che sulla programmazione.

NOTA: non saranno pubblicati post politici e/o offensivi.

Qui si parla solo di comunicazione e marketing!

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Pubblicato da su 9 marzo 2013 in Direct Marketing, Marketing, Marketing Territoriale, News, Social Network

 

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