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Redemption e ROI: conoscerli e valutarli per aumentare i fatturati

13 Dic

Tutte le realtà, economiche e non, che sono gestite con criterio effettuano delle azioni mirate a migliorare i propri fatturati, la propria visibilità, la comunicazione verso i clienti e potenziali tali, la fidelizzazione…spesso definendo queste azioni, in modo semplicistico, pubblicità.

Spesso però ottenendo risultati deludenti e al di sotto delle aspettative. Il motivo?

Mancanza di pianificazione, di conoscenza degli strumenti idonei e soprattutto la non conoscenza dei risultati attendibili e misurabile delle operazioni svolte.

Tralasciamo in questo ambito le differenze reali e corpose tra marketing e pubblicità ma focalizziamo l’attenzione su come valutare due fattori importanti, ovvero

  • La redemption (ovvero la risposta da parte dei clienti e potenziali tali)
  • Il ROI (ovvero il ritorno dell’investimento)

Per redemption dobbiamo intendere, semplificando, la percentuale di persone che avendo “ricevuto” il messaggio informativo/commerciale da parte dell’azienda compiono l’azione richiesta. Facciamo un esempio: l’azienda X effettua una campagna informativa dove invita i destinatari a venire in azienda presentando un coupon specifico o comunque facendo riferimento diretto a quanto “ricevuto”.

Per ottenere dei dati utili è necessario poter in primissima istanza conoscere il numero dei destinatari raggiunti (ipotizziamo per semplicità d’esempio siano 100). A questo punto bisogna valutare quanti di questi 100 si sono presentati ed hanno risposto attivamente al messaggio (ipotizziamo siano stati 25)…

quindi la redemption è stata del 25% !

Semplice?

Non direi. A seconda degli strumenti di comunicazione usati non sempre è possibile quantificare il numero dei destinatari effettivamente raggiunti e quindi conoscere realmente la redemption: ad esempio ipotizzando il canale radio/televisivo (ma vale anche per internet, per la cartellonistica, ecc.)…chi “vende” questi spazi fornirà una cifra ipotetica di “visualizzazioni” ma non sapremo mai se e quanti hanno effettivamente ricevuto il messaggio…tornando all’esempio precedente: se la stima fornita fosse corretta il risultato sarebbe validissimo ma se invece di 100 fossero stati in 1000? Allora il risultato non sarebbe poi così valido (2,5%).

 

Quindi il primo passo, soprattutto di questi tempi, è saper scegliere canali realmente misurabili e poi paragonarli tra loro!

Passiamo al ROI.

Il ritorno d’investimento andrà quantificato realmente successivamente alla campagna ma è fondamentale ipotizzarlo precedentemente (conoscendo le probabilità di redemption).

Questa percentuale andrà calcolata considerando i costi (quanto meno quelli “vivi” ma andrebbero quantificati anche quelli nascosti) necessari per effettuare la campagna, sottraendoli al risultato di fatturato derivato dalla stessa e dividendoli per il capitale investito.

Torniamo all’esempio iniziale: ipotizziamo che per contattare i 100 clienti abbiamo speso € 2,00 x cliente quindi € 200,00. Hanno risposto in 25 e supponiamo abbiano speso ognuno € 10,00 quindi un totale di € 250,00 di fatturato. Applicando la formula otterremo

(250,00-200,00)/200,00=0,25=25%

Questo ci indica che la campagna ha comunque portato i suoi frutti ma sicuramente non esaltanti.

Più alto è il ROI più efficace è

lo strumento utilizzato e le strategie applicate.

Questa brevissima e semplicistica sintesi vuole essere solo una traccia di come si dovrebbero pianificare, valutare e misurare le azioni “pubblicitarie” da parte delle aziende.

Ovviamente il tutto sarebbe ed è molto più complesso ma esistono strumenti e strategie estremamente efficaci per aumentare in modo esponenziale tanto la redemption che il ROI.

Se vuoi conoscerle contattaci per una valutazione e dei suggerimenti.

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1 Commento

Pubblicato da su 13 dicembre 2012 in Direct Marketing, Marketing, News, sms marketing, Startup

 

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Una risposta a “Redemption e ROI: conoscerli e valutarli per aumentare i fatturati

  1. icittadiniprimaditutto

    13 dicembre 2012 at 19:46

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

     
 
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